Steve Gadd, adoro la vostra musica

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Batterista a Cagliari in trio per festival Jazz in Sardegna

di Andrea Frigo

E' considerato uno dei batteristi più influenti di tutti i tempi e nella sua lunga carriera ha suonato con i più grandi artisti internazionali, in Italia anche con Pino Daniele. Steve Gadd, newyorkese 74enne, sabato è stato protagonista sul palco del festival Jazz in Sardegna in uno trio con il sassofonista Michael Blicher (due volte Danish Grammy) e il grande specialista dell'organo Hammond, Dan Hemmer.

Nei giorni scorsi è uscito il nuovo album del trio. Come nasce questo progetto? "Michael e io ci siamo conosciuti sei anni fa in Danimarca, in occasione di un seminario di musica - racconta all'ANSA Gadd - con lui ho sentito subito una buona energia. Poco dopo mi ha fatto conoscere la sua anima gemella musicale Dan Hemmer, un grande talento. Adoro suonare con questi ragazzi in giro per il mondo".

Cosa deve aspettarsi il pubblico di Cagliari dal concerto? "La nostra band fa un tipo di musica pulita, onesta, senza ego. Una musica molto soul e orientata al groove. Ci divertiamo molto insieme, sono sicuro che il pubblico del festival si accorgerà della nostra sintonia. Abbiamo sentito spesso commenti e notizie che arrivavano su questo festival. E oggi finalmente ci siamo anche noi! Siamo molto curiosi di incontrare il vostro pubblico. Non ho mai suonato in Sardegna, e neppure il mio gruppo". Sa che il jazz in quest'isola - che ha dato i natali a Paolo Fresu - è molto popolare? " Non ne eravamo a conoscenza. E' molto bello sapere che un'Isola nel cuore del Mediterraneo ami il jazz. Adoro l'Italia, io e mia moglie appena possiamo organizziamo dei viaggi, ci veniamo ogni volta che ci è possibile. Mi piace molto la vostra musicalità, il vostro rapporto con la musica è diretto, immediato. E' bellissimo anche sentirvi cantare".

Un festival che è stato inaugurato da un'altra leggenda vivente del jazz, Herbie Hancock. Avete anche suonato insieme, come lo trova? "Herbie è un musicista unico, un maestro. Sono sicuro che il pubblico di Cagliari sarà rimasto incantato dalla sua musica. E' un artista che continua a studiare e non smette mai di sognare, è un musicista pazzesco".

Come è cambiata la musica e il jazz in particolare dall'inizio della tua carriera? "All'epoca tutta la musica veniva registrata con una band dal vivo e in uno studio. Facevo estenuanti sessioni di studio e moltissime prove. Ora viaggio moltissimo e non ho più tempo per tutte quelle registrazioni. Lavoro principalmente come musicista in tournée. E mi piace moltissimo, credo sia questa è la differenza più grande".

Oggi i talent show in tv sono di moda: cosa consiglia a un giovane che vuole fare carriera? "Suggerirei due temi fondamentali che fanno parte anche della mia vita di tutti i giorni: pratica e ascolta, pratica e ascolta".

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