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Chiara porta Sant'Efisio in Scozia

@ANSA
1' di lettura

La prima Altera Nos? Esempio virtuoso di parità di genere

di Maria Grazia Marilotti

La festa di Sant'Efisio con la sua ritualità approda in Scozia per uno studio accademico. L'Università Heriot-Watt di Edimburgo ha accolto il progetto della 30enne cagliaritana Chiara Cocco, uno dei tre ammessi al dottorato di ricerca in Studi interculturali, con annessa borsa di studio. In tre anni Chiara produrrà una ricerca sul martire guerriero il cui simulacro viene portato in processione sull'antico percorso Cagliari-Nora e ritorno, a partire dall'1 maggio, tra manifestazioni di fede, suoni arcaici, balli, traccas, miliziani a cavallo e coloratissimi abiti storici. Uno studio prezioso che potrà gettare luce sui meccanismi socio antropologici alla base della formazione dell'identità di una comunità.

Si apre un orizzonte di ricerca e riflessioni in ambito internazionale per questo rito dal forte carattere identitario giunto quest'anno alla sua 363/a edizione. Lo studio in lingua inglese permetterà l'accesso a questo unico patrimonio culturale ad appassionati e ricercatori di tutto il mondo. Laurea in Scienze Politiche a Cagliari, master a Edimburgo in Gestione delle Risorse culturali, Chiara Cocco vive a Glasgow. Quaranta minuti di treno e 20 in bici per raggiungere ogni giorno la sua sede di lavoro a Edimburgo dove ha anche incontrato l'amore, Kyle. Chiara è tra i tanti giovani laureati che hanno deciso di realizzarsi all'estero. "Ho conosciuto la Scozia attraverso un'esperienza di viaggio e poi di volontariato presso la Biblioteca delle donne di Glasgow - racconta all'ANSA - Amo la mia terra, ma qui ho scoperto presto opportunità di gran lunga più allettanti da un punto di vista professionale e umano".

Da quest'anno Sant'Efisio avrà per la prima volta una Altera Nos. "Finalmente viene attribuito a una donna - commenta Chiara - Una scelta coraggiosa e necessaria e ancora di più se si ambisce al riconoscimento Unesco come patrimonio immateriale dell'umanità. I ruoli in tutti gli ambiti, anche in quello della ritualità, devono essere paritari, questo ho appreso giorno per giorno alla Heriot-Watt - spiega - le tradizioni devono essere mantenute nel tempo ma saper evolversi in una rappresentazione inclusiva". Chiara ormai ha fatto sua questa visione egualitaria. "Sant'Efisio ha appassionato i docenti che mi hanno invogliato ad andare avanti - confessa - le comunità con le loro feste e tradizioni devono essere sempre più inclusive, dinamiche, accoglienti, affinchè tutti si sentano partecipi di questa grande festa popolare".
   

Data ultima modifica 30 aprile 2019 ore 17:05

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