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Dopo 56 anni torna dove morì il fidanzato carabiniere

@ANSA
1' di lettura

85enne siciliana depone fiori nelle campagne di Orgosolo

di Maria Giovanna Fossati

Era il giorno di Natale del 1962 quando la bara con il corpo del carabiniere Carmelo Natoli Scialli, all'epoca 29enne, ucciso mentre prestava servizio nella stazione di Orgosolo, rientrò nel paese natale a Piraino, in provincia di Messina, dove lo aspettava tra le lacrime l'inconsolabile fidanzata. Cinquantasei anni dopo Basilia Scaffidi Lallaro, oggi 85enne e residente a Genova, promessa sposa del militare caduto in un conflitto a fuoco nelle campagne di Urgurui, a Orgosolo, è arrivata nel paese barbaricino per chiudere il cerchio con quella tragedia che la vita le ha riservato negli anni della sua giovinezza: deporre un mazzo di fiori nel punto in cui l'amato aveva perso la vita.

Un dramma che la donna non è mai riuscita a lasciarsi alle spalle, nonostante un successivo e felice matrimonio e la nascita della figlia Antonella, che l'ha accompagnata in questo viaggio in Sardegna. "Ci amavamo tanto fin da quando eravamo ragazzini, aspettavamo il compimento dei 30 anni per sposarci - racconta l'anziana all'ANSA - ma il destino ha deciso altro per noi. Dentro di me è rimasto il vuoto incolmabile e il peso di quella tragedia che mi ha segnato per sempre. Prima che la salute mi abbandoni sono voluta venire a Orgosolo con mia figlia per immergermi nel luogo dove Carmine ha passato le ultime ore di vita, per sentire l'aria che lui ha respirato prima di morire e per deporre un mazzo di fiori nel punto in cui ha versato il suo sangue. Ora mi sento in pace con me stessa, mi sono liberata di un peso".

Carmelo Natoli Scialli, medaglia d'argento al valore militare, è morto durante un appostamento: in caserma era arrivata un'informativa nella quale si diceva che alcuni banditi stavano preparando una rapina nelle campagne di Urgurui. Negli anni del banditismo, i conflitti a fuoco erano all'ordine del giorno: tre anni prima era caduto in un'analoga circostanza il maresciallo pugliese Ettore D'Amore. "Qui Carmelo era arrivato da tre anni dopo essere stato a Cagliari e a Macomer ed era consapevole della difficile situazione del banditismo - prosegue la signora Basilia - ma quando veniva in licenza, mi raccontava che era un paese pieno di brava gente. La stessa che ho trovato io oggi: alcuni contadini di questi terreni mi hanno accolta con calore e affetto e mi hanno raccontato ciò che avevano sentito dai padri sull'omicidio di Carmine, non finirò mai di ringraziarli".

Nella visita a Orgosolo la signora è stata accompagnata dal comandante della stazione dei Carabinieri del paese, Carlo Castellucci, a cui si era rivolta per esaudire il suo desiderio. "E' stata una giornata emozionante: di grande dolore perché si è riaperta la ferita ma allo stesso tempo sono felice di aver raggiunto il mio obiettivo - ha detto ancora la signora Basilia - Avevo un conto in sospeso con la vita e dovevo chiuderlo. Lo dovevo a Carmelo, un uomo buono e altruista che dalla Sardegna mi mandava una lettera al giorno. Quando lui è morto il postino nel momento in cui passava sotto casa, spegneva il motore della Vespa per non riacutizzare il mio dolore per quella missiva tanto attesa che non sarebbe arrivata mai più".

Data ultima modifica 29 aprile 2019 ore 13:35

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