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Giovane ucciso, "Lukas non è un killer"

@ANSA
1' di lettura

"E' stato un incidente". La pistola? "E' la mia", dice il padre

GENITORI VITTIMA, VOGLIAMO VERITA'. "Nostro figlio non ce lo può restituire nessuno, ci auguriamo che sia stato un incidente soprattutto per quest'altro ragazzo". Antonello Melone e Mariella Alivesi, i genitori di Alberto, il 19enne ferito a morte venerdì scorso da Lukas Saba, 18 anni, suo amico, commentano così le novità che emergono in seguito all'interrogatorio cui il ragazzo è stato sottoposto oggi dal gip Antonello Spano. "Nostro figlio è morto per mano dell'amico, un ragazzo che stava tutti i giorni con lui - ricordano i Melone - Oggi quel ragazzo ci fa soprattutto pena, perché sono sicura che non sta passando e a lungo non passerà dei bei momenti". Secondo il padre e la madre di Alberto, "se dovesse emergere che non si è trattato di un incidente la coscienza di Lukas non gli renderà mai la vita facile". Anche perché, proseguono, "ha sparato a un innocente: nostro figlio non spacciava, non aveva debiti ed era un ragazzo generoso". Al di là della comprensione, Antonello Melone e Mariella Alivesi sono irremovibili: "Vogliamo conoscere la verità a tutti i costi".

Il gip del Tribunale di Sassari, Antonello Spanu, ha respinto la richiesta di arresti domiciliari per Lukas Saba, 18 anni, confermando la misura cautelare in carcere per il giovane accusato dell'omicidio dell'amico e suo coetaneo Alberto Melone. Il giudice ha anche nominato i medici legali Francesco Serra e Salvatore Lorenzoni per eseguire l'autopsia sul corpo della vittima, la parte civile, rappresentata dall'avvocato Francesco Carboni, ha nominato il medico Franco Lubinu. Il difensore di Saba, Gabriele Satta, si è riservata di decidere sia sulla nomina di un perito di parte, sia per un eventuale ricorso al tribunale del riesame riguardo alla richiesta di arresti domiciliari.

Gli accertamenti strumentali che precedono l'autopsia inizieranno già questa sera, mentre per domattina è stata disposta una Tac sul corpo di Alberto Melone, per stabilire l'esatta traiettoria del proiettile che lo ha ucciso. Sempre domani, nel pomeriggio, i medici nominati dal tribunale dovrebbero concludere l'esame autoptico e mercoledì le spoglie del 18enne saranno restituite alla famiglia e trasferite nella camera mortuaria dell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari. I funerali saranno celebrati verosimilmente giovedì ad Alghero.

IL 18ENNE, UN TRAGICO GIOCO. "E' stato un tragico gioco. Non sapevo che la pistola fosse carica e non avrei mai sparato contro il mio migliore amico". Lukas Saba ha risposto così all'interrogatorio con il gip del Tribunale di Sassari, Antonello Spanu. Il 18enne che venerdì notte ad Alghero ha ucciso con un colpo di pistola il suo coetaneo Alberto Melone, si è presentato davanti al giudice accompagnato dal suo avvocato, Gabriele Satta. E ha confermato quanto già aveva detto al pm Mario Leo, aggiungendo che la pistola calibro 22 è di proprietà del padre. L'ha presa per gioco -ha ricostruito davanti al gip- e sempre per gioco, pensando che fosse scarica, l'ha puntata contro Alberto Melone e ha premuto il grilletto.

GENITORI, LUKAS NON E' UN KILLER. "Lukas non è un assassino". L'imprenditore Sergio Saba e sua moglie Marieke Hellendoorm difendono così il figlio Lukas Saba, 18 anni, dipendente nell'attività nautica del padre, che in circostanze ancora in corso di accertamento venerdì sera ha esploso il colpo di pistola che ha ucciso Alberto Melone, barista algherese di 19 anni, mentre si trovavano in un monolocale di piazza del Teatro ad Alghero. "Quel ragazzo era il più caro amico di Lukas, erano sempre insieme, siamo davvero dispiaciuti per lui e per i suoi familiari - dicono - Quando è successo il fatto altri due ragazzi sono scappati per lo spavento, lui è rimasto lì e ha cercato di salvarlo, cercava di tamponargli la ferita - proseguono - si voleva suicidare, i medici del 118 gli hanno dato un calmante".

"Lukas è stato definito come un killer, ma killer significa che qualcuno ti ha mandato apposta per uccidere - spiegano ancora Sergio Saba e Marieke Hellendoorm - ma in questo caso è stato un incidente". Ragazzo irrequieto e senza voglia di far nulla? "Falso, lavora con me, è regolarmente assunto", dice Saba. "Vive con noi, in campagna", sottolineano lui e la moglie. "Quello di piazza del Teatro è un punto d'appoggio - riferiscono - ci andava solo quando doveva uscire con gli amici".

Chiarito anche il giallo della pistola che ha ucciso Alberto Melone. "È mia, la tenevo sotto il letto, viviamo in campagna e serve come difesa", assicura il padre. "Quella mattina sua mamma ha rifatto il letto e l'ha vista, era sotto il materasso, dove la nascondevo per ogni emergenza". L'ipotesi è che "Lukas potrebbe averla presa nel pomeriggio, prima di uscire". Forse "voleva fare una spacconata, voleva farla vedere agli amici, di certo il colpo è partito per sbaglio". È quello che Lukas Saba, difeso dall'avvocato Gabriele Satta, ribadirà oggi anche al gip". La sua versione, specificano i genitori del giovane accusato di omicidio volontario, "l'hanno confermata anche gli altri due ragazzi". Tra l'altro, "il grilletto di quel tipo di pistola è abbastanza morbido, perciò è verosimile che il colpo possa essere partito per sbaglio".
   

Data ultima modifica 09 aprile 2019 ore 14:20

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