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Solo 139 su 2420 pmi sarde esportano

@ANSA
1' di lettura

Quinto rapporto Confindustria illustrato a Cagliari

di Roberto Murgia

In Sardegna operano 2.420 piccole e medie imprese. Con una variazione del +4,2%, la crescita del numero è mediamente più elevata del Paese e del Mezzogiorno. Sotto la media delle regioni meridionali (+4,4%) è invece la crescita del fatturato (+4,1%). Ridotta la vocazione esportatrice se paragonata al dato nazionale: solo 139 società sulle 29513 italiane, e quindi delle 2420 sarde, sono "fortemente esportatrici". E' quanto emerge, in riferimento all'Isola, dal quinto rapporto PMI Mezzogiorno 2019 di Confindustria Cerved illustrato alla presenza del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

Per quanto riguarda il guadagno lordo tra il 2016 e il 2017, le pmi sarde registrano una crescita marcata dei margini (+11,9%). Resta ampia la distanza rispetto ai livelli pre crisi con più di dieci punti di ritardo rispetto alle italiane (-20%). Il gap delle sarde è infatti del -33,7%. In crescita il numero di occupati, del + 8,2% nelle piccole e +3,8% nelle Medie imprese. In valori assoluti sono quasi 63mila. Nel 2018 le pmi hanno atteso il pagamento delle fatture in media 79,2 giorni (77 nel 2017). La percentuale delle aziende che hanno migliorato la propria classe di rischio diminuisce nell'ultimo biennio da 38,2% a 32,5%, mentre i downgrade aumentano da 25,5% a 28,7%. Infine diminuiscono i debiti finanziari: del -4,7% nel biennio 2017-16 e del -1,1% nel medio periodo (2017-2017).

Per il presidente regionale di Confindustria, Alberto Scanu, "il rapporto mostra per la Sardegna una realtà contradditoria: si rileva, infatti, una crescita, seppur modesta, del numero delle imprese, mediamente più elevato del resto del Mezzogiorno e del Paese, mentre l'accelerazione del fatturato è inferiore al valore medio del Mezzogiorno". Scanu si sofferma sui dati dell'export: "Una performance negativa visto che il numero delle imprese con vocazione internazionale sul totale delle PMI è ancora ridotto rispetto a quello nazionale e del mezzogiorno (6,3% contro il 20,7% e 8,7%)".

Per il presidente di Confindustria Sardegna Meridionale, Maurizio De Pascale, "appare estremamente preoccupante il dato relativo alla minore incidenza del settore industriale sul totale delle imprese rispetto alla media italiana (13% in Sardegna contro il 29,8% in Italia), a fronte di un'incidenza superiore dei servizi e dell'agricoltura, mentre il settore delle costruzioni è abbastanza allineato con il resto del Mezzogiorno ma più presente rispetto alla media nazionale". De Pascale ha sottolineato la necessità di valorizzare lo strumento della Zona Economica Speciale che, per le sue caratteristiche "potrebbe dare al nostro territorio l'opportunità di sperimentare interventi di politica industriale mirati allo sviluppo delle imprese". Fondamentale infine "integrare le potenzialità di tutti i diversi comparti produttivi che possono crescere in un contesto di reciproca sostenibilità".

Data ultima modifica 29 marzo 2019 ore 16:39

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