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Foreign fighter sardo: slitta udienza

@ANSA
1' di lettura

Legale Caria, scopriamo che ora è in mirino per protesta pastori

Non più motivi di terrorismo internazionale, ma la partecipazione alla protesta dei pastori sardi. E' cambiata la ragione della richiesta di sorveglianza speciale sollecitata dal questore di Nuoro nei confronti di Pierluigi Caria, noto come Luiseddu, 34 anni nuorese, accusato di aver combattuto in Siria come foreing fighter al fianco dei curdi contro i miliziani dell'Isis. A Cagliari, davanti al collegio presieduto dal giudice Giovanni Massidda, il delegato del questore - stando a quanto riferito al termine dell'udienza a porte chiuse dal difensore di Caria, Gianfranco Sollai - avrebbe evidenziato esigenze non di "pericolosità sociale" ma di natura "pubblica" a sostegno della misura speciale chiesta per il figlio del fondatore di Sardigna Natzione.

"Dopo la sentenza della Corte europea del novembre 2018 che ha declassato il Pkk, cancellandolo dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche, ora - ha spiegato Sollai - accusano Luiseddu di aver imbrattato un muro con la scritta 'Sotzialismo e Indipendenzia', distribuito volantini e partecipato, il 13 febbraio scorso, al blocco stradale dei pastori a Lula, dove sarebbe stato denunciato assieme ad altre 20 manifestanti. C'erano tremila persone quel giorno, comprese scolaresche, abbiamo quindi chiesto l'acquisizione dei filmati televisivi". L'udienza è stata aggiornata al 18 aprile prossimo. Caria era presente ma non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Nemmeno quando i giornalisti gli hanno chiesto se avesse conosciuto Lorenzo Orsetti, il fiorentino ucciso dall'Isis in Siria che, come il sardo, operava con le Yjp, le Unità di protezione del popolo.

A sostegno di Caria, questa mattina la Rete Kurdistan-Sardegna ha organizzato un presidio di solidarietà davanti al Palazzo di giustizia. Il 34enne era stato indagato lo scorso anno dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari perché sospettato di combattere in Siria contro gli jihadisti al fianco del Pkk. Era stato poi fermato a settembre e privato del passaporto perché, secondo la Dda, stava per ripartire per la Siria dove si sarebbe riunito alle formazioni anti-Isis.
   

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