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Corte dei Conti: lotta alla corruzione

@ANSA
1' di lettura

Cresce lavoro giudici, 371 sentenze pubblicate nel 2018

Non solo la lotta alla corruzione e all'utilizzo scorretto dei soldi pubblici, ma anche giudizi in materia di responsabilità erariale, contabile e pensionistica del pubblico impiego. Cresce il lavoro della Corte dei Conti della Sardegna: 371 sentenze pubblicate nel 2018, 46 in materia di responsabilità, sei di conto e 318 giudizi in materia pensionistica da parte dei giudici della sezione Sardegna, presieduta da Angela Silveri. Sono i numeri illustrati nella cerimonia d'apertura dell'anno giudiziario della sezione giurisdizionale sarda, cerimonia che si è tenuta davanti al presidente uscente della Regione Francesco Pigliaru e al neo eletto Christian Solinas.
    Una particolare attenzione della Corte è stata data al controllo delle società In house, cioè quelle partecipate dagli enti pubblici. "Sono stati definiti con decreto 1452 conti giudiziali - ha ricordato Silveri, che guida una sezione tutta femminile - i risultati della produttività e della ragionevole durata dei processi sono stati raggiunti". Tra le questioni più rilevanti affrontate dai giudici erariali ci sono l'indebito utilizzo dei fondi pubblici: spiccano una sentenza a favore di Argea per quasi 800mila euro che ha visto la condanna di un'azienda che aveva attestato spese fittizie. Ci sono state poi condanne per danni cagionati al servizio sanitario, appropriazioni di denaro pubblico, ammanchi e danno all'immagine: dipendenti pubblici condannati in sede penale per gravi reati che con il loro comportamento hanno leso l'immagine della pubblica amministrazione. "La sezione è riuscita a far fronte al carico ordinario di giudizi - conclude la presidente - la maggior parte dei quali definiti in tempi celeri".
    Risultati estremamente positivi anche quelli illustrati dalla Procuratrice regionale Antonietta Bassi. "Sono stati definiti 1027 procedimenti a fronte di 1208 nuovi fascicoli con pretese risarcitorie pari a quasi 27 milioni di euro". Alla cerimonia era presente anche Alberto Avoli, Procuratore generale che, citando il Presidente della Repubblica, ha sottolineato "l'importanza dell'indipendenza e dell'autonomia dei giudici, oltre che la continua formazione".

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