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Artista israeliano boicottato, è bufera

1' di lettura

Poi arrivano scuse ma Comune Santa Teresa Gallura blocca evento

E' bufera sul festival jazz Musica sulle Bocche, in programma ad agosto, dopo che il musicista israeliano Eyal Lerner ha accusato il direttore artistico della manifestazione, Enzo Favata, di discriminazione. La segnalazione è arrivata anche al Comune di Santa Teresa di Gallura, partner dell'evento e il sindaco Stefano Ilario Pisciottu ha deciso di sospendere ogni iniziativa legata alla realizzazione del Festival Jazz Musica sulle Bocche 2019, "in attesa delle necessarie e opportune valutazioni in merito alle decisioni da intraprendere".

La vicenda è stata segnalata su Fb dallo stesso Lerner: "Per la prima volta dopo 23 anni in Italia un messaggio di BOICOTTAGGIO artistico perché sono israeliano - scrive - Devo sottolineare che probabilmente non mi avrebbe accettato al suo festival per altri ragioni MA dalla SUA volontà ha sottolineato COMUNQUE la sua posizione nel boicottare tutti gli israeliani E i sionisti". Quindi ha pubblicato la risposta di Favata datata 1 marzo. "'Buongiorno. Il festival ha chiuso il programma. Ma le devo dire che la politica di Musica sulle Bocche, boicotta qualsiasi artista israeliano o sionista per via dell'atteggiamento di Israele su Gaza e sui territori palestinesi occupati'".

La replica di Favata è affidata a una nota: "Ho già presentato le mie scuse formali al musicista Eyal Lerner e a tutti coloro che si sono sentiti offesi da mie affermazioni in una conversazione privata. Mi assumo le responsabilità dell'errore commesso e spero di poter incontrare personalmente il musicista israeliano. Tutta la mia vita di privato cittadino, di artista e direttore del Festival Musica sulle Bocche sta a testimoniare che mai in nessun modo ho discriminato qualcuno e anzi ho sempre operato per il'incontro tra le culture più diverse attraverso la musica. Perciò rigetto con forza e mi difenderò in ogni sede dalle accuse diffamatorie e calunniose di antisemitismo e razzismo che mi vengono rivolte a causa di questa vicenda. Se c'è un modo per rimediare a questo mio errore, è quello di riaffermare ancora più forte i valori del dialogo e della pace. Non abbiamo bisogno di altro odio".
   

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