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Parità genere, candidati firmano impegni

@ANSA
1' di lettura

Verso assessorato ad hoc e piano per occupazione femminile

E' sui temi della parità di genere l'ultimo confronto tra i candidati alla presidenza della Regione. Dopo un dibattito moderato dalla presidente di Giulia Giornaliste, Susi Ronchi, Christian Solinas (centrodestra), Massimo Zedda (Progressisti di Sardegna), Francesco Desogus (M5s), Andrea Murgia (Autodeterminatzione), Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) e Vindice Lecis (Sinistra sarda), hanno siglato i cinque punti della Carta di Impegni per la Parità scritta dalle donne del Coordinamento 3 Sardegna.

Tutti - assente Mauro Pili (Sardi liberi) - si son detti d'accordo sulla necessità di istituire un assessorato regionale alle Pari opportunità e di trasformare l'attuale commissione regionale Pari opportunità in una commissione consiliare vera e propria. Hanno anche condiviso l'idea di promuovere la partecipazione femminile in tutti gli ambiti pubblici e privati. Gli altri tre punti della Carta e l'attuazione di un piano straordinario per l'occupazione femminile. Poi, in materia di salute: la realizzazione delle Breast unit certificate da linee guida nazionali ed europee, con personale medico e infermieristico dedicato, la pianificazione di un Percorso salute donna Ospedale-territorio, e garantire la piena operatività del Registro Tumori.

Infine l'istituzione dell'Osservatorio regionale sulla violenza di genere, già previsto dalla Finanziaria 2018 e che comprenda anche l'attivazione di un Codice rosa per la immediata presa in carico dei soggetti vittime di violenza.

NON SOLO ASSESSORATO. Intesa di massima su tutti i punti della Carta di Impegni per la parità di genere, con qualche distinguo. Tra gli altri, su quello che prevede l'istituzione di un assessorato alle Pari opportunità, Francesco Desogus (M5s) spiega che "in generale nel M5s il problema parità non esiste, il nostro è un movimento aperto a tutti, senza porte, ricordo che inizialmente la Giunta Cappellacci era di soli maschi e che era dovuto intervenire persino il Tar, e che l'attuale governatore annunciò una cabina di regia sulla parità che non è mai stata costituita". Sulla proposta del Coordinamento 3 che ha scritto la Carta, "noi siamo per affidare la delega sulle pari opportunità all'assessorato al Lavoro".

Vindice Lecis (Sinistra sarda) dice di essere d'accordo sul primo punto della carta: "Esprime la giusta ambizione di strutturare il tema delle pari opportunità all'interno degli organi principali dell'autonomia regionale, il Consiglio e la Giunta, conferendogli rango istituzionale e consentendo alle pari opportunità di imprimersi nei rapporti tra funzione legislativa ed esecutiva". Paolo Maninchedda ricorda che "noi siamo per organizzare la Regione non per assessorati ma per direzioni generali, affidando agli assessori le deleghe come oggi fanno i sindaci con gli assessori comunali". Quindi l'idea è quella di "avere una direzione delle Parità, organizzando una direzione delle Politiche educative, e ponendole entrambe sotto un assessorato che le coordini". In Consiglio, continua, "deve esistere una commissione di Parità che abbia più o meno la stessa funzione che nel Parlamento italiano ha la commissione Antimafia, cioè il compito di monitoraggio continuo e stimolo nei processi educativi: ancora in Sardegna quando si tratta di decidere qualcosa si parla con un uomo, quando si pensa di fare qualcosa si parla con una donna".

Andrea Murgia (Autodeterminatzione) insiste sul fatto che, al di là di tutto, "la parità di genere deve essere una priorità trasversale, il percorso deve riguardare il miglioramento di tutta la società portando il tema delle pari opportunità in tutti i centri decisionali". Quindi, "sì all'assessorato alle Pari opportunità, ma anche a che gli assessori di peso siano donne". D'accordo su un assessorato ad hoc anche Christian Solinas (centodestra), ma "con una postilla": "E' emerso che è un fatto culturale, dobbiamo determinare una crescita complessiva della società sarda sulle pari opportunità, ciò significa passare da una parità troppo spesso solo dichiarata, ad una praticata". Inoltre, "bisogna fare in modo che l'assessorato alle Pari opportunità non diventi un recinto". Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda (Progressisti di Sardegna) ricorda "le iniziative organizzate dal Comune in occasione delle giornate contro la violenza sulle donne, sulle tematiche del coinvolgimento delle donne all'interno dell'amministrazione". In Comune, aggiunge, "esiste già una commissione permanente per le Pari opportunità, quindi non vi dico ciò che farò perché l'ho già fatto: ho sempre attribuito ruoli di altissima responsabilità alle donne". Per Zedda, però, è fondamentale "mettere all'interno delle commissioni Pari opportunità anche gli uomini, perché altrimenti sembra che la disattenzione sulle politiche di genere sia un problema delle donne". Lo sguardo, conclude, "deve essere rivolto a una crescita economica migliore per tutti"

APPELLO GIULIA GIORNALISTE PER PARITA' GENERE SU MEDIA. "Chiediamo la parità di presenze di genere a livello mediatico in questa campagna elettorale". L'appello arriva dalla presidente di Giulia Giornaliste, Susi Ronchi, che oggi ha moderato un confronto tra i candidati alla presidenza della Regione che riguardava proprio la questione della parità. "Oggi applichiamo la par condicio per partiti, formazioni e candidati, per una pari visibilità". Ebbene, dice Ronchi, "ciò deve riguardare anche il genere, perché non vorrei più vedere tavoli di soli uomini con una moderatrice donna, come in questo caso".
   

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