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Sardegna Teatro, no cambio regole

1' di lettura

Rischio posti lavoro e declassamento, serve una legge organica

"Siamo i primi ad essere convinti che serva una legge organica del settore per lo spettacolo dal vivo in Sardegna, ma non permetteremo che, a legislatura scaduta, un assessore candidato cambi le regole del gioco. E a chiunque vinca le elezioni saremo in grado di dire che, se si vuole, questa struttura è pronta per creare in Sardegna un teatro nazionale". Lo ha detto all'ANSA il presidente di Sardegna Teatro Basilio Scalas, commentando le polemiche dei giorni scorsi, sollevate da alcune associazioni di spettacolo nell'Isola che hanno chiesto l'intervento dell'assessore della Cultura, Giuseppe Dessena, parlando di "furbetti del teatrino" e chiedendo un delibera che riveda i criteri per i contributi al settore.
    D'altro lato, il rischio, in caso di tagli, è perdere "20 posti di lavoro immediati e compiere scelte drastiche come la chiusura del Teatro Massimo e il declassamento da Teatro di rilevante interesse culturale (Tric) a compagnia".
    Secondo Scalas "lo stesso assessore ha creato il 'casus belli' avendo annunciato, in una recente riunione, nuove regole sui contributi e provocando divisioni in questo mondo". Invece per il presidente di Sardegna Teatro era il momento di tirare le somme. "Seppure non si è stati in grado di produrre una legge organica, la Giunta e questa maggioranza chiudono il loro percorso con un risultato che è positivo: 1,2 mln sulla legge 56 e attenzioni sul territorio - precisa - Noi in particolare riusciamo a raggiungere lo standard richiesto dal ministero per poter tenere in piedi un teatro del genere".
    Quarto anno tra i Tric, Sardegna Teatro dal 2015 e al 2017 ha prodotto 34 spettacoli arrivati nel 90% delle regioni italiane, raccogliendo nove nomination al premio Ubu, l'Oscar del teatro italiano, e il premio come miglior spettacolo per Macbettu che domenica sbarcherà a Buenos Aires. Oggi dà lavoro a 226 persone tra dipendenti e collaboratori, (179 nati o residenti in Sardegna). E gestisce il teatro Massimo di Cagliari e l'Eliseo di Nuoro. Riguardo i flussi finanziari si è passati da 380 mila euro come teatro stabile a 600 mila di oggi (49% dalla P.A. e 51% da privati).

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