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Sindaco Alghero, Salvini non ci spaventa

@ANSA
1' di lettura

Pronti a sospendere effetti decreto nei nostri Comuni

"Lo abbiamo già scritto al presidente Conte: pronti a sospendere gli effetti nei nostri Comuni se non ci sarà un confronto nel merito con i sindaci, con chi vive i problemi da vicino. Siamo abituati a risponderne. Da tutti i punti di vista. Per tutti i nostri concittadini. Salvini non ci spaventa".

Così all'ANSA il primo cittadino di Alghero Mario Bruno in merito alle polemiche sulla disobbedienza di alcuni sindaci, a partire da quello di Palermo Leoluca Orlando, rispetto al dl sicurezza e alle reazioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini. "A volte bisogna andare controcorrente per non appoggiare una pericolosa deriva razzista - spiega Bruno - Faremo ciò che è giusto, tenendo conto innanzitutto della nostra coscienza e della nostra umanità, come facciamo ogni giorno"

SANNA, NON RINUNCIO ALL'ACCOGLIENZA - "Nella nostra città è in atto un percorso di accoglienza e integrazione al quale non siamo disposti a rinunciare". Lo ha detto all'ANSA il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, a proposito della polemica sul dl sicurezza e la minaccia di disobbedienza da parte di un gruppo di primi cittadini.

"Questa mattina ho incontrato i funzionari del Comune per chiedere loro di essere informato di ogni richiesta che arriva all'anagrafe - spiega Sanna - valuterò di volta in volta la situazione e interverrò, se necessario, come primo ufficiale dell'anagrafe". Il sindaco di Sassari sottolinea che "nessun diritto deve essere negato: nei prossimi giorni - annuncia - incontrerò, insieme alle assessore competenti, i responsabili dei Cas e del progetto Sprar per monitorare la situazione in città".

ZEDDA, CON QUESTI DECRETO CITTA' PIU' INSICURE - Per il momento nessun atto di disobbedienza. Ma anche il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, boccia e dichiara guerra al decreto sicurezza del ministro dell'Interno Matteo Salvini. Le conseguenze? "Renderà le nostre città più insicure - spiega all'ANSA il primo cittadino - Il governo, non essendo capace di garantire lavoro e sviluppo, pensa di distrarre l'attenzione con i temi della sicurezza".

E ancora. "Mi riconosco nelle parole del Presidente Mattarella pronunciate nel messaggio di fine anno: la sicurezza c'è se tutti si sentono rispettati", chiarisce Zedda. Pronto alla lotta. "Con l'Associazione nazionale dei Comuni - annuncia - stiamo definendo, in queste ore, quali azioni portare avanti perchè siano rispettati i principi costituzionali e perchè venga modificato il decreto".

SODDU, DL DISUMANO. STO CON ORLANDO - "Disobbedire a una legge dello Stato è una cosa complessa perché investe anche la responsabilità dei dirigenti degli uffici comunali. Se dipendesse solo da me io disubbidirei domani mattina a questo decreto anticostituzionale e disumano". Così all'ANSA il sindaco di Nuoro e coordinatore del Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) della Sardegna, Andrea Soddu, che dichiara guerra al dl sicurezza varato dal Governo.

"Sto con Leoluca Orlando e gli altri sindaci che hanno aperto la fronda contro il decreto - spiega il primo cittadino - E' un provvedimento che viola la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, tutte le convenzioni dei richiedenti asilo e la nostra stessa Costituzione. Chiedo anch'io un tavolo col Governo affinché si apra il dialogo e si torni al buon senso. Se non sarà possibile, in qualità di sindaco e di coordinatore del Cal Sardegna, sarò in prima fila per ricorrere alla Corte Costituzionale contro il dl". Per il primo cittadino di Nuoro "chiedere ai sindaci di non continuare a concedere la residenza ai migranti con regolare permesso di soggiorno, oltre a non essere umano, crea molti più problemi di sicurezza perché queste persone andrebbero in strada".

LA REGIONE STA CON I SINDACI - "Siamo dalla parte dei sindaci in grave difficoltà per gli effetti del Decreto Sicurezza. Non possiamo lasciarli soli e intendiamo ribadire, nella prossima riunione della Conferenza delle Regioni, la richiesta di avviare immediatamente un confronto con il Governo che nega a molte persone che si trovano nel territorio nazionale servizi essenziali e pone gli amministratori locali di fronte a seri problemi sul fronte dell'ordine pubblico e della sicurezza. I richiedenti asilo che si vedono negare accoglienza e servizi diventano fantasmi con i rischi, non trascurabili, che ciò comporta per tutti i cittadini".

Così l'assessore degli Affari Generali Filippo Spanu che ha la delega in materia di flussi migratori. "Si vanno delineando scenari di grande incertezza - sottolinea l'esponente della Giunta Pigliaru - Lo Stato riduce i fondi e ridimensiona i servizi a favore dei richiedenti asilo e i sindaci sono costretti a chiedere aiuto alla Regione per mantenere in vita il sistema dell'accoglienza. Noi continuiamo a sostenere i progetti finalizzati all'inclusione e all'integrazione. Lo abbiamo fatto nell'ultima Finanziaria regionale e lo faremo nel Piano per i flussi migratori che sarà approvato nei prossimi giorni dalla Giunta.

Con risorse minime offriamo l'indispensabile sostegno agli amministratori locali ma non possiamo sostituirci allo Stato". "Siamo di fronte a uno Stato e a un ministro dell'Interno in fuga da tutto - dichiara Spanu - sia dalla responsabilità di tutelare i sindaci che subiscono attentati sia da quella di ottemperare ai principi costituzionali e alle norme del diritto internazionale in materia di accoglienza di persone in fuga da guerre, persecuzioni, carestie ed eventi meteorologici estremi".

Data ultima modifica 03 gennaio 2019 ore 20:34

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