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Sbarca in Sardegna l'avvocato di strada

@ANSA
1' di lettura

Tutela legale gratuita per chi vive all'addiaccio e senza mezzi

Uno staff di professionisti al servizio di chi non si può permettere un legale. E il motto dice tutto: "Non esistono cause perse". Arriva anche in Sardegna l'avvocato di strada con due sportelli a Cagliari e Villacidro. È una onlus, un'organizzazione di volontariato nata nel 2000 per tutelare i diritti delle persone senza dimora. In pratica lo studio legale più grande d'Italia: quella sarda è la cinquantunesima sede italiana. "Da oggi con il decreto sicurezza solo negli Sprar dodici persone non possono essere più ospitate. E finiscono in strada", ha sottolineato don Marco Lai, responsabile della Caritas presentando il nuovo servizio.

Ma gli avvocati non saranno solo per i migranti. "Abbiamo già uno sportello legale ma questo è un servizio aggiuntivo, complementare. Quando vengono meno i punti fermi, casa, famiglia, lavoro si rischia il disorientamento", ha spiegato il direttore della Caritas. L'obiettivo è anche quello di guidare chi ha problemi verso il ritorno a una vita normale. Per il battesimo in Sardegna c'era anche il presidente nazionale della onlus, l'avvocato Antonio Mumolo. "In tanti hanno voluto collaborare con noi mettendo a disposizione la loro professionalità e il loro tempo libero", ha tenuto a precisare.

Gli avvocati di strada tutelano gratuitamente le persone che vivono nei dormitori, nelle stazioni o nelle vie di città e paesi. Non c'è bisogno di fissare un appuntamento, basta presentarsi direttamente allo sportello. Perché spesso, accanto a una situazione di estrema povertà, senza niente da mangiare e senza tetto, ci sono spesso problemi legali.

In Italia i volontari che stanno dando una mano sono già 982. E ora si aggiungono i legali e i consulenti sardi. "L'anno scorso abbiamo difeso oltre tremila persone - ha ricordato Mumolo - Prima, quando abbiamo iniziato, per strada c'erano persone con problemi di salute e tossicodipendenti. Ora ci sono imprenditori falliti, padri separati". Il problema numero uno storicamente è sempre stato quello della residenza. "Chi ha voglia di ricominciare ed è senza residenza non può fare nulla, è un invisibile", ha confermato l'avvocato.
   

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