Vendola debutta a teatro, 'reagire a notte di parole feroci'

Puglia
fbe15791b7db66658d1afd1f4e35cb0f

Il 27/2 a Piccinni Bari con suo monologo, 'ho ancora passione'

ascolta articolo

(ANSA) - BARI, 23 FEB - Dal palcoscenico della politica a quello del teatro, Nichi Vendola, per due volte presidente della Regione Puglia e 'padre' di Sinistra italiana, debutta al Piccinni di Bari con il suo monologo "Quanto resta della notte", domenica 27 febbraio, per la stagione del Teatro Pubblico Pugliese. Una "notte della violazione della vita e della sua dignità - spiega in un'intervista all'ANSA - ma anche la notte dell'attesa: è attraversare il buio e andare verso la luce". I biglietti sono andati a ruba: "Il 'tutto esaurito' - rileva Vendola - forse significa che c'è un diffuso bisogno di reagire a questa cupa notte delle parole ambigue e feroci. C'è bisogno di reagire all'incuria delle parole, al degrado del linguaggio della vita pubblica, al vuoto di speranza che avvolge la politica".
    Sulla possibilità che convivano poesia e potere, Vendola ritiene che "quando la parola 'potere' è un sostantivo, allora è difficile che ci sia poesia. Ma quando 'potere' è il verbo delle possibilità e del cambiamento, allora la poesia può nascere dalle cose, dal grembo del cambiamento". Può dunque la poesia ispirare le scelte della politica? "La politica è un'arte nobile e ricca se si nutre di cultura, di cura della memoria, se coltiva sentimenti forti, se è animata da pensieri lunghi e da lotte collettive. Altrimenti - per Vendola - la politica diviene l'arena del carrierismo e del cinismo. Se dovessi dirlo con uno slogan direi così: la poesia è la lotta". In questi anni quanto è cambiato Vendola? "Semplicemente sono invecchiato, ho tutte le rughe e i dolori di un'età ricca di molte vite, soprattutto è molto cambiato il mondo attorno a me. Dentro di me non è mai cambiata la passione. E direi, sorridendo: passione, voce del verbo patire". (ANSA).
   

Bari: I più letti