Droga e telefonini in carcere Taranto, agente 'cavallo di Troia'

Puglia
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'Consentiva introduzione materiale sfruttando propria funzione'

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(ANSA) - TARANTO, 16 FEB - C'è anche un agente di Polizia penitenziaria del carcere di Taranto tra gli indagati dell'inchiesta della Procura sull'introduzione nella casa circondariale di droga, telefonini e armi, che oggi ha portato all'esecuzione, da parte dei poliziotti Squadra mobile della Questura, di nove ordinanze di custodia cautelare (di cui sei in carcere e tre ai domiciliari). L'agente, già arrestato il 29 gennaio dello scorso anno per altri simili reati, viene indicato dagli inquirenti quale "figura cardine", vero e proprio "cavallo di Troia" che "consentiva l'agevole introduzione del materiale, sfruttando e piegando la propria funzione a tali scopi illeciti". Il poliziotto penitenziario, che risponde anche di "corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio", avrebbe ricevuto somme di denaro da 375 a 1000 euro per ciascuna consegna.
    Secondo gli inquirenti tre detenuti, in particolare, organizzavano la consegna di pacchi da destinare al carcere di Taranto, impartendo ad altri quattro pregiudicati in libertà le direttive circa le modalità di confezionamento del pacco e la successiva consegna ad altro soggetto ammesso alla misura alternativa alla detenzione in carcere. Quest'ultimo, a sua volta, lo consegnava all'agente della Polizia Penitenziaria che lo introduceva all'interno della casa circondariale e lo recapitava ai detenuti per il successivo smistamento. Coloro che sono indicati come "ideatori del sistema", anche grazie all'illecita introduzione di telefoni, sarebbero riusciti a "impartire precise disposizioni ad altri pregiudicati in libertà per la raccolta, il confezionamento e le modalità di consegna dello stupefacente e di apparecchi cellulari". L'attività investigativa ha documentato almeno cinque consegne di pacchi contenenti sostanza stupefacente (cocaina, marijuana, hashish, denominate "la verde", "borotalco", "fumo", "panino", "filone" "erba"), le schede telefoniche e micro telefoni cellulari occultati all'interno di scatole di cioccolato in polvere, creme e pennarelli. (ANSA).
   

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