Apulia Film Commission: cda,incomprensibili accuse misoginia

Puglia
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Associazioni denunciano prolungata sospensione attività

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(ANSA) - BARI, 04 FEB - "Le accuse della Presidente Dellomonaco di misoginia e di eterodirezione verso gli altri componenti del Consiglio di Amministrazione di Apulia Film Commission, risultano incomprensibili, infondate e offensive per le persone e per le storie di ciascuna e ciascuno. Le decisioni, sempre unanimi, del CdA (presenti gli organismi di controllo) sono motivate, ragionate e lungamente meditate". Lo hanno affermato i consiglieri di amministrazione di Apulia Film Commission Giandomenico Vaccari, Carmelo Grassi e Ettore Sbarra, rispondendo alle accuse che ieri sera la presidente, Simonetta Dellomonaco, ha rivolto al Cda dopo la decisione dell'organismo di rinviare, per acquisire ulteriori elementi, la deliberazione sulla eventuale revoca dell'incarico del direttore generale, Antonio Parente, accusato dalla presidente di averla aggredita anche fisicamente durante una lite sorta per motivi di lavoro.
    Dellomonaco aveva affermato che non era stata fatta giustizia "in un ambiente di lavoro dove una donna è stata aggredita, malmenata, minacciata e spedita in ospedale". Il cda ha specificato di aver chiuso una "non lineare" vicenda disciplinare in tempi record e ha affermato di non voler "scadere in toni da lite di cortile, che non ci appartengono". Nel frattempo le associazioni hanno espresso preoccupazione per le vicende di Apulia Film Commission. Confartigianato Cinema e Audiovisivo Puglia hanno segnalato una "prolungata sospensione dell'operatività" che "sta gettando nello sconforto le numerose imprese pugliesi del settore". E per questo ha scritto una lettera al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al sindaco di Bari Antonio Decaro, e al Consiglio di amministrazione dell'Apulia film commission, (ANSA).
   

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