COVID, il punto in Valle d'Aosta

Valle D'Aosta

Verso riapertura Chirurgia, altri due morti nelle ultime 24 ore

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E' iniziata la discesa della quarta ondata di Covid-19 in Valle d'Aosta. Nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 185 nuovi casi positivi al Covid-19 e ci sono state 890 guarigioni. Il numero di contagiati attuali, dopo molte settimane, scende sotto quota 4.000 (3.793). Da registrare, come spesso accade in questa fase, altri decessi: le vittime sono due uomini di 85 e 92 anni che erano ricoverati (dall'inizio della pandemia le vittime sono 510). Scende anche la pressione sull'ospedale: i pazienti ora sono calati a 62, di cui cinque in terapia intensiva.
    "Il prossimo passo, se verrà confermata questa diminuzione di ricoveri, sarà quello di smantellare il Covid 3 - spiega il direttore sanitario dell'Usl, Guido Giardini - per riportarlo all'attività Chirurgica". Su questo fronte, da inizio settimana "è stata aperta una sala operatoria in più al giorno". Altro obiettivo "è tornare a breve a riaprire i dieci letti chiusi in Ortopedia, ridestinando qui il personale che era stato spostato nei reparti Covid". Al momento ci sono sei pazienti nel Covid Beauregard: "Fino a quando non saremo sicuri dell'andamento pandemico dobbiamo continuare a tenerlo aperto, poi valuteremo con attenzione".
    In base ai dati dell'Agenas la percentuale di terapie intensive occupate dai pazienti Covid in Valle d'Aosta è calata al 18% mentre quella di posti occupati in area medica è al 40%.
    Sulla proposta di trasferire pazienti gravi in Piemonte per "dribblare" il rischio di zona rossa, sbotta il presidente della Regione Valle d'Aosta, Erik Lavevaz: "I valdostani non possono essere considerati come dei numeri per rimanere all'interno di parametri folli. Non ha senso trasferire una persona malata a Ivrea per questioni statistiche e basta mettersi nei panni di un parente che vede un suo familiare trasferito mentre all'ospedale di Aosta rimangono 24 posti liberi in Terapia intensiva per capirlo al meglio". Considerare la disponibilità del Piemonte al solo fine di poter aumentare i posti letto "dichiarabili" e su cui si basano le percentuali di occupazione che sanciscono i passaggi di colore, "sarebbe una soluzione del tutto fittizia".
   

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