Droga: operazione Feudora, 5 anni a Giuseppe Nirta

Valle D'Aosta
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Fu fermato con 1kg di eroina in lockdown, altri 5 patteggiamenti

Ha patteggiato cinque anni di reclusione e 18.000 euro di multa Giuseppe Nirta, tra gli imputati del processo relativo all'operazione 'Feudora' su un giro di cocaina ed eroina in Valle d'Aosta. Nirta di 68 anni, nato a San Luca e residente in Valle d'Aosta dagli anni novanta, secondo gli investigatori era il vertice della "piramide criminosa". Il giudice Davide Paladino, su istanza dell'avvocato difensore Giuseppe Gallizzi, gli ha concesso gli arresti domiciliari. La stessa pena è stata inflitta a Giuseppe Ficara, di 39 anni, di Aosta (che secondo gli investigatori svolgeva un "ruolo primario" e da cui dipendevano gli altri spacciatori).
    Hanno patteggiato anche Laura Ficara, di 33 anni (tre anni di reclusione e 9.000 euro di multa), Massimo Penti, di 49 anni (un anno e cinque mesi e 900 euro di multa), Massimo Casone, di 33 anni (un anno e 2.000 euro), Daniele Ferrari, di 40 anni (un anno e quattro mesi e 6.000 euro di multa), tutti di Aosta.
    Christian Bredy, di 43 anni, di Sarre, è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione e 18.000 euro di multa mentre Adriana Chiambretti, di 67 anni, di Aosta, è stata assolta per non aver commesso il fatto.
    In una intercettazione del 26 marzo scorso, in pieno lockdown, Nirta aveva detto: "Perché adesso essendoci la cosa, il virus, dobbiamo alzare il prezzo". Il riferimento - avevano ricostruito guardia di finanza e procura di Aosta - era al prezzo dello stupefacente e alla grande richiesta durante le settimane della 'fase uno' dell'emergenza coronavirus. Il giorno seguente, il 27 marzo, era stato arrestato perché sorpreso con quasi un chilo di eroina a bordo di un'auto insieme a Daniele Ferrari. Secondo gli inquirenti il giro d'affari era di 70 mila euro al mese: gli stupefacenti - che provenivano perlopiù dalla Calabria - venivano occultati nel quartiere Dora (di qui il nome dell'operazione) da Nirta, pluripregiudicato e già condannato nell'ambito dell'operazione Gerbera su un narcotraffico dalla Colombia. Diversi beni della sua famiglia - due appartamenti a Quart, con garage e terreni - sono entrati in possesso nel 2017 dell'agenzia nazionale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. 
   

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