Ricerca, Vda amplia platea beneficiari contributi

Valle D'Aosta
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Sì modifica legge, sostegno anche a centri ricerca non aziendali

La Regione Valle d'Aosta amplia la platea dei soggetti che possono beneficiare dei contributi a sostegno di progetti di ricerca. Con una modifica alla normativa vigente approvata dal Consiglio regionale potranno ora essere finanziate anche iniziative che non dipendono dal sistema produttivo, ma che coinvolgono centri di ricerca non direttamente aziendali. Il disegno di legge ha avuto 31 voti a favore (AV, UV, SA, PNV-AC-FV, RC-AC, Lega VdA, M5S, ADU-VdA) e 3 astensioni (Mouv' e GM).

"È un progetto che nasce da lontano, è stato riproposto dal Governo che ci ha preceduti e che noi sposiamo perché denota ottime opportunità per la nostra Regione", ha spiegato l'assessore alle attività produttive, Renzo Testolin.

Secondo Giovanni Barocco (Uv), relatore del disegno di legge, la ricerca in Valle d'Aosta "non deve essere finalizzata a progetti a termine, ma con una programmazione strategica pluriennale: deve essere strutturata ed è un tema meritevole di una riflessione più approfondita da parte dell'Amministrazione regionale, per avere una strategia a lungo termine".

È stato poi votato all'unanimità, così come emendato, un ordine del giorno di Lega VdA, Mouv', GM e ADU-VdA che impegna il Governo regionale a illustrare alle Commissioni competenti entro fine febbraio un documento di analisi nel quale siano adeguatamente illustrate le intenzioni in materia di ricerca e sviluppo. "Questo è un intervento di manutenzione normativa per far proseguire un percorso, - ha commentato Stefano Aggravi (Lega Vda) - ma non possiamo più perdere occasioni, dobbiamo pensare ad una razionalizzazione dei fondi destinati alla ricerca, dobbiamo focalizzare la strada da intraprendere in un'ottica di efficacia ed efficienza".
   

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