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No a sfiducia Baccega, maggioranza salva

@ANSA
1' di lettura

Astensione decisiva da parte di Adu e Rete civica

Con 15 voti a favore, 17 contrari e due astensioni il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha respinto una mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Mauro Baccega, presentata dai gruppi Lega Vda e Mouv'. La maggioranza - che dispone di 17 voti dopo l'uscita del consigliere Claudio Restano - si è 'salvata' grazie alle astensioni di Adu e Rete Civica.
    "I settori della sanità e delle politiche sociali - ha detto Roberto Cognetta (Mouv') - sono da anni in crisi, ma il palese immobilismo della gestione Baccega non ha fatto che acuire le criticità strutturali e organizzative dell'Assessorato. La sanità valdostana è un problema politico, perché è stata gestita in modo politico, come un serbatoio di voti, e l'assessore Baccega è responsabile di questa situazione di crisi".
    La replica dell'assessore: "In questi 5 mesi di attività ho messo impegno, volontà e umiltà. Questa mozione fa un clamoroso sgambetto alla sanità valdostana, viene messo sotto accusa l'intero sistema che si sta dando da fare per recuperare le posizioni perdute, vengono denigrati i professionisti dell'Usl".
    "Per Lega e Mouv' - conclude - era un'occasione troppo ghiotta per dare un colpo di spugna alla maggioranza, è un attacco personale che mi aspettavo".

IL DIBATTITO - Per Luciano Mossa (M5S), che ha annunciato il voto a favore della mozione del suo gruppo, "sembra di assistere al gioco del tiro al bersaglio, che comincia con l'assessore Baccega per poi impallinare tutti gli altri; non credo che siano queste le vere motivazioni della mozione di sfiducia, bastava mettere la sola che sta alla sua base: far cadere la Giunta". Secondo Paolo Sammaritani (Lega Vda), "la sanità valdostana va malissimo sotto molti profili: il costo pro capite è di 3.240 euro l'anno e risulta essere il più caro d'Italia; il costo medio dei ticket sanitari in Italia è di 49,1 euro a persona mentre il valdostano ne spende 90 e siamo i primi in classifica; abbiamo una speranza di vita media di 65 anni che pone la Valle d'Aosta tra le ultime regioni; per le morti evitabili, siamo la terz'ultima Regione in italiana; le liste d'attesa si sono prolungate all'eccesso". "La classifica della salute - ha aggiunto - ci dice che siamo al 54/o posto su 108; per la prevenzione siamo quindicesimi su 21; siamo tra le Regioni che non garantiscono i Livelli essenziali di assistenza. Da queste classifiche si evince che costiamo più di tutti e otteniamo meno di tutti". Annunciando l'astensione, Daria Pulz (Adu) ha detto: "Non ci interessano complotti, giochi di società guerrafondai. La nostra strategia su questa scacchiera non prevede l'arrocco sulla torre. Baccega non può essere la causa unica della crisi della sanità valdostana, che peraltro amministra da soli cinque mesi. Certo che il comparto sembra essere in caduta libera, ma non possiamo usare la salute, il bene più prezioso per tutti, per far cadere il Governo". "L'approccio di questa mozione - ha osservato Patrizia Morelli (Alliance valdotaine) - è assolutamente strumentale e anche se la sanità è un settore che deve essere sempre tenuto sotto la lente di ingrandimento, l'assessore Baccega non può diventare il capro espiatorio di una situazione critica che dura da anni. La mozione è irricevibile e certamente non è questo l'approccio corretto per affrontare un tema come la sanità che attiene alla sfera più sensibile della vita dei cittadini". Astensione anche per Rete Civica: "È inaccettabile affermare che la speranza di vita in Valle d'Aosta sia diminuita da quando Baccega è assessore - ha dichiarato Chiara Minelli - così come sostenere che lui non abbia fatto nulla per evitare i suicidi. Non ci prestiamo ad iniziative strumentali prive di motivazioni solide". Per Flavio Peinetti (Union valdotaine) "sulle liste d'attesa è innegabile che ci siano delle criticità, sia per quanto riguarda le visite sia per alcuni interventi chirurgici: questi dati sono legati ad una serie di fattori come la riduzione significativa degli organici medici e l'inappropriatezza della domanda di visite specialistiche". "Sulle infezioni post operatorie - ha aggiunto - il dato è falso e deriva da un'errata interpretazione di una tabella: i dati ospedalieri misurati da un protocollo nazionale rilevano che l'incidenza è più bassa che nel resto d'Italia". Per Claudio Restano (Misto) "sono in discussione le scelte fatte in questi anni e Mauro Baccega, obtorto collo, se ne deve fare carico in termini di responsabilità: l'assessore può agire direttamente fornendo degli indirizzi, mettendo a disposizione delle risorse, ma è chiaro se non dà la possibilità di lavorare diventa indirettamente responsabile di situazioni che non gli competono direttamente". Infine Pierluigi Marquis (Stella alpina): "Il tema della sanità si poteva affrontare in modo diverso, in maniera costruttiva e con maggiore responsabilità. E' vergognoso e irrispettoso dire che tutto è uno schifo in Valle d'Aosta, così si crea disinformazione. C'è bisogno di politica buona". "La sanità valdostana - ha concluso il presidente della Regione, Antonio Fosson - costa di più perché è una sanità di montagna e perché offre di più. Bisogna fare attenzione ai dati sanitari sulle piccole realtà in quanto sono molto variabili. Non si può dire che tutto va male perché servizi di grande livello vengono erogati. La sanità e il sociale sono al centro dell'attenzione del nostro programma, ci metteremo più risorse perché torni ad essere un'eccellenza".
   

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