Ragazza operata a cervello dialoga con medici durante intervento

Marche
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E' il centesimo intervento chirurgico da svegli a Or di Ancona

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(ANSA) - ANCONA, 25 MAR - Centesimo intervento chirurgico al cervello con la procedura "awake", cioè su un paziente sveglio agli Ospedali Riuniti di Ancona. La paziente numero 100 è una 24enne abruzzese, affetta da un tumore al lobo temporale sinistro, la parte cerebrale che controlla la funzione del linguaggio. La tecnica 'awake' consente di operare, da svegli, pazienti con patologie del cervello allo scopo di controllare in tempo reale le funzioni cerebrali e di ottimizzarne così la preservazione. L'intervento è al centro di un convegno di due giornate, oggi e domani, "Alive and Awake: 100/o caso negli Ospedali Riuniti di Ancona". Coinvolti neurochirurghi, anestesisti, neuropsicologi, neurologi, neuroradiologi e infermieri della Azienda Ospedaliera che hanno ripercorso la storia di 100 interventi eseguiti in 10 anni di attività; dalla paziente che ha confezionato olive all'ascolana durante l'intervento, alla bimba che ha letto ad alta voce, fino al bambino operato al suono delle note di un pianoforte intonato a 432 hertz. Nell'auditorium Montessori della Facoltà di Medicina e Chirurgia sono stati realizzati collegamenti in diretta con la sala operatoria del dottor Roberto Trignani, direttore della divisione di neurochirurgia dell'ospedale di Torrette, e del neuroanestesista Pietro Martorano. La paziente, per tutta la durata dell'intervento, ha dialogato con i medici per capire l'andamento e soprattutto se le manovre della rimozione tumorale rischiavano di toccare e lesionare la centrale del linguaggio.
    Le persone in sala, tra cui molti studenti, hanno potuto interagire in diretta coi chirurghi. "Oggi le Marche mostrano al mondo la via della sanitá del futuro, fatta di iper-tecnologia, di intelligenza artificiale ma anche e soprattutto di profondi valori umani che sono sempre più centrali nella scienza medica" ha detto l'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, Il direttore generale dell'Aou Michele Caporossi ha invece sottolineato che nella procedura "mano dell'uomo e tecnologia si fondono per ottenere risultati stupefacenti". Nella mattina di sabato 26 marzo altri Centri ospedalieri racconteranno la loro esperienza di chirurgia in awake. (ANSA).
   

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