Dante: Casa Leopardi espone autografo 'Sopra monumento di Dante'

Marche
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Recanati, omaggio 700 anni morte insieme a rare edizioni Comedia

   Omaggio di Casa Leopardi a Dante Alighieri, con l'esposizione per la prima volta al pubblico del manoscritto originale di Giacomo Leopardi del canto "Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze", che si potrà vedere nella Sala dei Manoscritti della Biblioteca di palazzo Leopardi a Recanati dal 29 ottobre al 30 gennaio 2022. Si tratta di un canto politico, il secondo di questo genere insieme "All'Italia", composto tra il settembre e l'ottobre 1818 a Recanati, pubblicato nello stesso anno, prendendo spunto dal progetto di erigere un monumento a Dante in Santa Croce a Firenze: il tema centrale è il degrado e l'abbandono in cui giace l'Italia, rifacendosi ad alcuni dei più famosi versi danteschi del Purgatorio "Ahi serva Italia di dolore ostello...". "E' un omaggio a Dante nella ricorrenza dei 700 anni dalla morte. Per la nostra famiglia è un grande piacere dare l'opportunità al pubblico di fruire dei tesori della Biblioteca che ha visto formarsi Giacomo" dice la contessa Olimpia Leopardi, discendente del poeta. Insieme all'autografo sono esposte delle preziose edizioni antiche della Commedia dantesca, tra cui in incunabolo del 1477, delle cinquecentine e un'edizione del 1827, commentata da Ugo Foscolo: "rappresentano il valore aggiunto dell'esposizione, perché questi volumi sono stati studiati da Giacomo: di uno abbiamo anche la scheda di catalogazione scritta di suo pugno" spiega la contessa. Leopardi citò spesso Dante nei suoi scritti: secondo Fabiana Cacciapuoti, già curatrice del Fondo Leopardiano della Biblioteca Nazionale di Napoli, Giacomo vede in Dante "quell'ideale di poeta e scrittore che fonda la letteratura italiana, prima ancora che la lingua italiana. E chi fonda una lingua e una letteratura fonda un popolo". Le due canzoni "politiche" leopardiane, che coglievano il clima di fervore rivoluzionario contro la Restaurazione, ebbero uno straordinario successo: nel 1819 l'amico Pietro Giordani le paragonò a "un fuoco elettrico" per la veloce diffusione. (ANSA).
   

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