Biodiversità, 5 animali a rischio estinzione in Italia secondo il WWF

L'orso bruno marsicano (archivio ansa)
4' di lettura

Alcune specie animali rischiano di sparire definitivamente dal territorio nazionale secondo quanto denuncia l'organizzazione animalista. Per tutte la principale minaccia è il comportamento dell'uomo

Anche in Italia diverse specie animali sono a rischio estinzione. Nonostante la variegata fauna presente nel territorio nazionale e le ampie risorse ambientali, il WWF continua da tempo a sottolineare come almeno cinque specie animali rischino di sparire definitivamente a causa di minacce come il bracconaggio o il cambiamento delle temperature dovute al riscaldamento globale. Si tratta dell'orso marsicano, dell'aquila del Bonelli, del gipeto, della lucertola delle Eolie e del capovaccaio (LE FOTO).

Le minacce per l'orso marsicano

"Incidenti, fucilate, lacci e veleno stanno uccidendo gli ultimi orsi italiani". Questa la fotografia fornita dal WWF che ricorda come dagli anni Settanta ad oggi oltre un centinaio di orsi siano stati uccisi solamente nel Parco Nazionale d'Abruzzo. In Italia attualmente vivono due popolazioni di Orso bruno, quella sulle Alpi, che non è a rischio grazie a diversi progetti di reintroduzione, e quella marsicana che vive più a Sud nel nostro Paese. Si tratta - precisa l'organizzazione animalista - di una specie "buona" per la sua predisposizione a evitare i conflitti con l'uomo. L'orso marsicano sopravvive solo grazie alla presenza nel Parco nazionale d'Abruzzo, in Lazio e Molise dove si contano meno di 50 individui con poche femmine riproduttive. Sulla vita della specie dell'orso marsicano pesano minacce come il bracconaggio e le malattie, nonché la mancanza di tutela nelle aree popolate. Molti sono, infatti, gli esemplari messi a rischio dalla mancanza di un limite di velocità sulle strade che attraversano queste zone. Per la salvezza di questo animale il WWF suggerisce soluzioni come un sistema protetto che garantisca corridoi biologici che permetta ai giovani animali di distribuirsi su un territorio più ampio.

L'Aquila del Bonelli a rischio

Rimane solo la Sicilia a ospitare una delle specie di rapaci più minacciate nel nostro territorio: l'aquila del Bonelli. La specie, che deve il suo nome al naturalista piemontese Franco Andrea Bonelli, si è già estinta da diverso tempo in Calabria e Sardegna. Sull'isola siciliana rimane ancora una popolazione di circa 40 coppie il cui destino è minacciato dal prelievo dai nidi per l'esercizio della falconeria. Inoltre, per anni, il commercio di uova e di pulcini di questa rara specie ha costituito un grosso business: un esemplare può arrivare ad essere venduto a circa 10mila euro. Per porre un freno alla minaccia di estinzione in Italia, il WWF ha realizzato un progetto finanziato dall'UE.

Solo 10 coppie di gipeto in Italia

Si tratta di un avvoltoio che si è ufficialmente estinto in Italia nel 1969. Il WWF sottolinea però che i rarissimi individui ancora presenti nel territorio sono affidati a un progetto internazionale di reintroduzione avviato nel 1986. E se quest'ultimo piano sembra lentamente dare i primi frutti, le minacce come il bracconaggio, la distruzione degli habitat e l'inquinamento da piombo, continuano a essere una fonte di preoccupazione per gli esperti. Molto importante per la tutela degli ecosistemi e la limitazione di malattie e zoonosi. I gipeti sono circa 10 mila nel territorio asiatico, africano ed europeo: in Italia ne rimangono solo una decina di coppie.

La lucertola delle Eolie in lotta con altre specie

Il WWF la definisce come "un'ambasciatrice d'estinzione tutta italiana". Si tratta della Podarcis raffoneae, meglio nota come la Lucertola delle Eolie: un rettile che negli anni si è adattato a vivere unicamente su alcuni scogli delle isole siciliane. Oggi se ne contano meno di mille esemplari sugli scogli di Strombolicchio (Stromboli), Vulcanello (Vulcano), Faraglione (Salina) e La Canna (Filicudi). La loro sopravvivenza è minacciata anche da una competizione con altre specie simili introdotte dall'uomo.

L'importanza del capovaccaio

Nonostante la sua ampia distribuzione in alcune zone d'Europa, dell'Africa dell'Asia, i destini del capovaccaio in Italia sono compromessi da presenza esigua. Questa specie di avvoltoio (nome scientifico: Neophron percnopterus) si trova in alcune Regioni dell'Italia meridionale come Calabria, Basilicata, Puglia e, soprattutto, Sicilia dov'è ancora presente il 65% della popolazione nidificante italiana. Il WWF ha definito il territorio siciliano come una sorta di collo di bottiglia per il capovaccaio che, con meno di 10 coppie, rappresenta la frazione più consistente del Paese. La sua presenza in Italia è messa a rischio da numerose minacce come l'avvelenamento da piombo delle munizioni utilizzate per la caccia, l'elettrocuzione, la collisione con le pale eoliche, oltre che dalla mancanza di cibo e dai cambiamenti dell'habitat. Come l'aquila del Bonelli, anche il capovaccaio insieme al lanario, rientra nel progetto Life ConRaSi per la salvaguardia dei rapaci in Sicilia. Il capovaccaio è considerata una specie in pericolo critico in Italia anche da parte dell'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura.

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