La Nuova Zelanda si prepara a dire addio ai sacchetti di plastica

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Gli esercenti commerciali hanno a disposizione sei mesi per mettersi in regola con il provvedimento e porre fine all'uso delle buste monouso. Rischiano sanzioni fino a 100mila dollari neozelandesi, pari a circa 60mila euro. SKY UN MARE DA SALVARE

La Nuova Zelanda dirà addio alle buste di plastica entro il prossimo anno. Ad annunciarlo è stata la premier Jacinda Ardern, da pochi giorni tornata a guidare l'esecutivo dopo la pausa-maternità per la nascita della figlia. Prendersi cura dell'ambiente e salvaguardare la reputazione 'green' del Paese sono i principali obiettivi del provvedimento, ha spiegato la Ardern.

Sei mesi per mettersi in regola

Gli esercenti commerciali avranno a disposizione sei mesi per mettersi in regola con il provvedimento e porre fine all'uso delle buste di plastica monouso. In caso contrario, potrebbero rischiare sanzioni fino a 100mila dollari neozelandesi, pari a circa 60mila euro. "Ogni anno - ha sottolineato la Ardern al quotidiano neozelandese "Stuff" - usiamo centinaia di milioni di buste di plastica, una montagna, molte delle quali finiscono per inquinare le nostre preziose coste e l'ambiente marino e causano gravi danni di tutti i tipi alla vita marina". Secondo la premier esisterebbero alternative sostenibili sia per i consumatori che per le imprese. La proposta della messa al bando delle buste di plastica ha origine da una petizione popolare firmata da 65mila persone e dagli appelli lanciati al governo dagli studenti. Il mese prossimo è previsto che se ne discutano i dettagli.

Addio entro il 2019

La Nuova Zelanda è uno dei Paesi con il più alto tasso di produzione di rifiuti urbani pro capite tra le nazioni sviluppate, con quasi 154 buste di plastica a persona ogni anno. Diversi rivenditori neozelandesi e le grandi catene hanno già fatto sapere che le elimineranno entro la fine del 2018. La Nuova Zelanda non è il primo Paese a muoversi in questo senso: sono oltre 40 quelli che hanno già messo al bando le buste di plastica a partire dal Bangladesh, che lo ha fatto nel 2002. In questi mesi, inoltre, l'impegno per una maggiore sostenibilità ambientale ha coinvolto anche grandi catene internazionali come Starbucks che vieterà le cannucce di plastica entro il 2020, McDonald's, che passerà a cannucce di carta nel Regno Unito e in Irlanda entro il prossimo anno, Dunkin 'Donuts - che eliminerà le tazze di polistirene espanso - e Ikea, che vieterà la plastica monouso nei propri negozi entro il 2020.

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