Legambiente, Goletta dei laghi trova 2,5 rifiuti per metro di spiaggia

La Goletta dei laghi ha monitorato 20 arenili ubicati nei laghi di Iseo, Maggiore, Como, Garda e Trasimeno (Ansa)
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Un problema di "proporzioni sempre più preoccupanti" emerge dalla tredicesima edizione della campagna. Necessarie, secondo l'associazione ambientalista, politiche di prevenzione e sensibilizzazione. LO SPECIALE

La piaga dei rifiuti non colpisce solo i mari ma anche fiumi e laghi. Lo ricorda Legambiente che ha monitorato 20 arenili ubicati nei laghi di Iseo, Maggiore, Como, Garda e Trasimeno dove ha rinvenuto una media di 2,5 scarti ogni metro quadrato di spiaggia, per un totale di 2.183 rifiuti censiti. Per eseguire il monitoraggio, l’associazione ambientalista ha utilizzato la Goletta dei laghi, un’imbarcazione che ha partecipato alla tredicesima edizione della campagna di Legambiente dedicata allo stato di salute dei bacini lacustri.

La plastica il principale agente inquinante

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati (CONOU) e Novamont. Dal monitoraggio è emerso che, come per i mari, il principale nemico di questi ambienti è la plastica, con una percentuale del 75,5%."Il nostro studio, il primo a livello nazionale, dimostra che il problema del marine litter non riguarda soltanto gli oceani", spiega in una nota Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. Anche nei laghi e nei fiumi, infatti, la plastica tende a frammentarsi in milioni di particelle provocando danni alla biodiversità. Inoltre, spiega Zampetti, questo tipo di inquinamento è di difficile quantificazione e impossibile da rimuovere totalmente, per questa ragione è necessario "approfondire ulteriormente la dinamica delle microplastiche nei laghi, analizzando il ruolo che questi sistemi semi-chiusi svolgono, in relazione alla presenza dei loro immissari ed emissari". L'80% della plastica che arriva sulle nostre spiagge, infatti, viene trasportato proprio dai fiumi verso il mare.

Pericolosi anche vetro e metallo

"Il problema dei rifiuti dispersi – ha aggiunto Zampetti - sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti ed è necessario e urgente mettere in atto politiche di prevenzione e sensibilizzazione per ridurre gli impatti economici e ambientali causati da questa emergenza". Sul podio, tra i materiali più inquinanti secondo il report sviluppato da Legambiente, ci sono vetro/ceramica (10,3%), metallo (4,7%) e carta/cartone (4,1%). Per quanto riguarda i rifiuti, invece, la classifica è guidata dai mozziconi di sigaretta con il 29,4% del totale, poi frammenti di plastica (residui di materiali che hanno già iniziato il loro processo di disgregazione) e bottiglie frantumate di vetro.

Cattiva gestione dei rifiuti urbani

Secondo l’associazione ambientalista, la prima causa dell’inquinamento dei bacini è la cattiva gestione dei rifiuti urbani, con il 63% degli oggetti ritrovati che sono riconducibili a questo processo. Tra questi scarti ci sono sempre più imballaggi alimentari, ad esempio sacchetti di dolciumi e bottiglie, seguiti da rifiuti da fumo, come mozziconi di sigaretta ma anche accendini, pacchetti e imballaggi degli stessi. Altro fattore inquinante, per Legambiente, è rappresentato dalla carenza di sistemi depurativi e dalla "pessima abitudine di usare il wc e gli scarichi domestici come una pattumiera". A quest’ultima categoria è riconducibile il 5,4% dei rifiuti presenti negli specchi d’acqua.

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