"Lidi Amici del Mare": le prime 15 spiagge che dicono no alla plastica

Una delle spiagge di Palinuro, nel Cilento (Ansa)
2' di lettura

Wwf e Fiba Confesercenti hanno firmato un accordo per valorizzare i gestori impegnati nella tutela ambientale. I primi lidi individuati sono nel Parco del Cilento, nelle Cinque Terre, a Maratea e a Mondello - LO SPECIALE SKY: UN MARE DA SALVARE

Ridurre l’inquinamento causato dal consumo di plastica in spiaggia, premiando i gestori impegnati nella tutela dell’ambiente. È questo l’obiettivo del progetto "Lidi Amici del Mare", un'iniziativa promossa dal Wwf e dalla Federazione italiana imprese balneari (Fiba) Confesercenti per promuovere la sostenibilità dei lidi balneari (LO SPECIALE SKY: UN MARE DA SALVARE).

Riduzione di prodotti usa e getta, raccolta differenziata e tutela attiva

L'accordo tra i due enti ha già individuato i primi 15 lidi che a breve otterranno il riconoscimento di "Lido amico del Mare", certificando così l'impegno dei gestori. I primi individuati sono nel Parco del Cilento, nelle Aree Marine Protette di Torre Guaceto, Porto Cesareo e Cinque Terre, a Maratea e a Mondello vicino Palermo.  Il protocollo prevede non solo la drastica riduzione di prodotti usa e getta e più in generale di prodotti di plastica, ma anche la raccolta differenziata, l'uso di sistemi per il risparmio di acqua ed energia, attività di sensibilizzazione sui temi ambientali, di tutela attiva della biodiversità marina e costiera. Viene premiata l'adozione di misure, ad esempio, a favore della conservazione delle tartarughe marine e del fratino, un piccolo uccello che nidifica proprio sui lidi sabbiosi.

Wwf: "Custodia a beneficio della presente e delle future generazioni"

"Gli stabilimenti balneari possono diventare i principali custodi del capitale naturale costiero - sostiene Donatella Bianchi, presidente di Wwf Italia - Siamo certi che l'esempio di questi primi pionieri sarà presto seguito da molti altri in modo tale che l'ottica di gestione degli stabilimenti balneari possa diventare non quella dello sfruttamento della risorsa naturale ma della custodia a beneficio della presente e delle future generazioni". Raffaele Esposito della Fiba Confesercenti parla di "una vera svolta culturale. La figura dell'imprenditore balneare e turistico risulta in particolari territori sempre più attenta e rispettosa del patrimonio circostante ed è impegnata nella ricerca e diffusione delle cosiddette buone pratiche sostenibili".

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