Australia, morto all'età record di 43 anni ragno più vecchio del mondo

Il ragno sarebbe morto a causa della puntura di una vespa (Foto: Curtin University)
2' di lettura

Si trattava di una femmina di "Gaius Villosus": sarebbe stata fatale la puntura di una vespa. A darne notizia sulla rivista "Pacific Conservation Biology" i ricercatori dell'Università Curtin di Perth

È morto all'età record di 43, a causa di una puntura di vespa, il ragno più vecchio del mondo: una femmina di "Gaius villosus". L'esemplare, un grosso aracnide dal morso non mortale per l'uomo, fu scoperto nel 1974 nell'Australia sud-occidentale, nella riserva di North Bangulla. Da allora è stato studiato nel suo ambiente naturale con il nome di "numero 16". A dare la notizia della sua scomparsa sono stati i ricercatori dell'Università Curtin di Perth, sulla rivista "Pacific Conservation Biology".

Il "ragno a porta-trappola"

Il "Gaius villosus" è un grosso ragno dal morso molto doloroso ma non mortale per l'uomo. Vive tipicamente in buchi nel terreno ricoperti dalle ragnatele. Scatta fuori dal suo rifugio per catturare le prede e, per questa ragione, viene soprannominato "ragno a porta-trappola". "Numero 16" fu scoperto nel 1974 dalla ricercatrice Barbara York Main, che oggi ha 88 anni. È stata lei a cofirmare l'articolo in cui è stata annunciata la morte dell'esemplare. "La sua vita notevole - ha commentato la ricercatrice Leanda Mason - ci ha permesso di studiare ulteriormente il comportamento dei ragni a porta-trappola e le dinamiche della popolazione". Il precedente record di longevità per un ragno apparteneva a una tarantola messicana di 28 anni.

Conseguenze sulle ricerche future

Il team della Curtin University, che ha proseguito sulla strada tracciata da Barbara York Main, ha raccolto informazioni sull'età del ragno e sulle cause della morte. Ciò ha consentito di comprendere più a fondo la storia della sua vita. "Attraverso la nostra ricerca continua - ha aggiunto il professore associato Wardell-Johnson - potremmo essere in grado di determinare in che modo il futuro cambiamento climatico e le sollecitazioni della deforestazione potranno influenzare queste specie".

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