Peppiniello, la tartaruga salvata a Ostia, è in cura nel Napoletano

Il piccolo di tartaruga Peppiniello (Stazione Zoologica Anton Dohrn)
2' di lettura

Il piccolo esemplare, appartenente alla specie Caretta caretta, è arrivato al Centro Ricerche Tartarughe Marine di Portici

Pesa appena 117 grammi per meno di 10 centimetri di lunghezza il piccolo Peppiniello, la tartaruga Caretta caretta che è riuscita recentemente a salvarsi dalle acque fredde del litorale ostiense. L'esemplare è stato ora affidato alle cure del Centro Ricerche Tartarughe Marine di Portici, nella Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

Il salvataggio

Il nuovo arrivato del centro campano è stato ritrovato il 19 marzo 2018 sulla spiaggia libera di Capocotta, un'oasi naturista. La presenza di Peppiniello, così battezzato in onore del Santo di quel giorno, San Giuseppe, era stato segnalato dalla Capitaneria di Porto, la quale ha avviato le prime fasi di recupero grazie al personale di Zoomarine, realtà legata alla Rete di TartaLazio. Secondo le prime visite per valutarne le condizioni, Peppiniello era debilitato in maniera evidente al momento del salvataggio: la sua situazione è apparsa abbastanza complicata sin da subito, a causa della visibile condizione di disidratazione e denutrizione. 

I trattamenti

Per curare Peppiniello in questo momento si sta “lentamente portando l'esemplare ad una temperatura corporea più alta - ha spiegato Sandra Hochscheid, coordinatrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli - per stimolarne l'appetito e per incominciare un più efficace trattamento medico. Ci troviamo di fronte ad un inverno rigido e le attuali condizioni termiche delle acque danneggiano i cuccioli”. Quando la temperatura cala troppo, le tartarughe fanno fatica a immergersi e a procacciarsi il cibo e “questa è la causa più plausibile che ha condotto Peppiniello a raggiungere la spiaggia laziale - ha aggiunto la Hochscheid - è necessario, ora, verificare che Peppiniello non abbia contratto un'infezione. In tal caso la sua ripresa risulterà molto più complicata, ma non impossibile”. Il piccolo resterà in custodia finché non avrà raggiunto i 30 centimetri di lunghezza, che renderanno la tartaruga meno vulnerabile rispetto ai predatori.

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