Arriva la birra sostenibile senza luppolo

Un gruppo di scienziati della Berkley University ha modificato il genoma dei lieviti per evitare l'uso del luppolo nella birra (Getty Images)
3' di lettura

Coltivare la pianta, per creare la nota bevanda alcolica, comporta un forte dispendio di acqua: per realizzare una pinta ce ne vogliono ben 50 di acqua. Alcuni scienziati hanno ottenuto una miscela che ha lo stesso sapore, manipolando i geni di menta e basilico.

La scienza ha trovato un modo più ecologico per fare la birra. Alcuni studiosi della University of California Berkley hanno messo a punto una tecnica ingegneristica che permetterebbe ai birrai di risparmiare sul luppolo combinando i geni di lievito, menta e basilico.

La scoperta

Fin dai tempi antichi, la tecnica per la produzione della birra, nota persino agli egizi, si è sempre basata sulla coltivazione del luppolo. Gli studiosi americani hanno documentato in uno studio pubblicato su "Nature Communications", che è possibile slegare l'esclusività del sapore dato dai fiori del luppolo da questa produzione, grazie alla manipolazione genetica dei lieviti prodotti durante la fermentazione dei cereali. Introducendo i geni di menta e basilico in questa catena di fermentazione, è infatti possibile ottenere il lianolo e il geraniolo, essenze rilevate nella birra ottenuta con il metodo e le materie prime tradizionali. La bevanda creata con questi lieviti modificati ha lo stesso sapore di quella a base di normale luppolo, potenziandone addirittura l'aroma.

Il risultato

"Siamo in grado di usare alcuni degli strumenti sviluppati nel tempo da altri e dal nostro team per controllare accuratamente il metabolismo per produrre il giusto quantitativo di aroma di luppolo". A dichiararlo è il professor Jay Keasling, professore di ingegneria chimica e biomedicale della UC Berkley. I risultati dei test hanno convinto anche gli impiegati del birrificio Lagunitas Brewing Company, che hanno dichiarato che la birra geneticamente modificata sa di luppolo molto più che quella prodotta con i metodi tradizionali. Anche uno degli autori dello studio, Charles Denby, ha dichiarato che si percepiscono nella bevanda sono di frutta e fiori d'arancia, senza "sapori aggiuntivi ed estranei".

Le problematiche legate al luppolo

Il fiore del luppolo dà alla birra quel gusto amaro e speziato, specifico proprio di una delle bevande più amate al mondo. Ma la sua coltivazione pesa sull'ambiente in termini di acqua. Per realizzare una pinta di birra artigianale ce ne vogliono 50 di acqua. Inoltre, data l'ampia diffusione dei birrifici artigianali, l'impiego di luppolo è cresciuto, aggravando il bilancio idrico del pianeta. A questo si deve aggiungere l'energia necessaria per l'intero processo di produzione, trasporto e conservazione. Instillare geneticamente il sapore del luppolo nella birra potrebbe ridurre l'uso di acqua e fertilizzanti dell'intera filiera.

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