Legambiente, allarme smog in 39 città: aria sempre più irrespirabile

Smog a Milano: il capoluogo lombardo è al settimo posto nella classifica di Legambiente con 97 sforamenti in un anno (Fotogramma)
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Secondo il dossier "Mal'aria", situazione critica nel 2017 soprattutto al Nord. L'associazione alla vigilia del vertice a Bruxelles: "No a misure tampone, servono interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale sia locale"

I nuovi dati sulla qualità dell'aria diffusi da Legambiente parlano chiaro: l'emergenza smog – per usare le parole dell'associazione ambientalista – è "sempre più cronica in Italia", dove nel 2017 sono 39 le città "fuorilegge" per quanto riguarda i livelli di Pm10. La maggior parte delle città in questione sono concentrate al Nord e in particolare nella Pianura Padana.

Il dossier di Legambiente: Torino prima per sforamenti

A dirlo è il dossier "Mal’aria 2018" che annualmente monitora l'inquinamento atmosferico nelle città italiane. Su 39 capoluoghi di provincia italiani che hanno superato più di 35 volte la soglia di concentrazione di polveri sottili (che prevede un massimo di 50 microgrammi per metro cubo al giorno), ben cinque hanno addirittura oltrepassato i cento sforamenti: oltre cento giornate in cui l'aria – per dirla sempre con Legambiente – è stata da "codice rosso". Il record negativo spetta a Torino, i cui 112 sforamenti ricalcano i dati già diffusi nel dicembre scorso dal rapporto Ispra. Sul podio anche Cremona (105) e Alessandria (103) e a seguire Padova (102) e Pavia (101).  

Situazione critica nella Pianura Padana ma anche al Sud

Sempre al Nord, scorrendo la classifica, troviamo Asti, con 98 giorni "illegali", Milano, con le sue 97 giornate oltre il limite, e Venezia, con 94. Prima città del Centro-Sud, al nono posto, è Frosinone (93) mentre chiudono la top ten negativa Lodi e Vicenza con 90 sforamenti ciascuna. Una causa – scrive Legambiente – possono essere le "condizioni climatiche che hanno riacutizzato l’emergenza nelle città dell’area del bacino padano". Qui, in 31 dei 36 capoluoghi di provincia di Piemonte, Lombardia Veneto ed Emilia Romagna il limite annuo giornaliero di Pm10 è stato superato. Ma l'inquinamento, causa di una morte su sei a livello globale, si registra anche altrove: ad esempio in Campania, dove Caserta, Avellino e Napoli hanno superato il limite giornaliero rispettivamente per 53, 49 e 43 volte.

Il vertice di Bruxelles sulla qualità dell'aria

Il dossier di Legambiente arriva alla vigilia del vertice di Bruxelles sulla qualità dell’aria: un incontro rivolto agli otto Paesi in procedura di infrazione tra cui l’Italia, destinataria anche di un ultimatum della Commissiona Europea, che ha chiesto al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti aggiornamenti sulle misure pianificate dal nostro Paese in materia di inquinamento atmosferico. "Non servono misure sporadiche – ribadisce Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – ma è urgente mettere in atto interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale che locale: una sfida che la prossima legislatura deve assolutamente affrontare". Tra i suggerimenti avanzati dall'associazione ambientalista, una nuova pianificazione degli interventi nelle aree urbane, con investimenti nella mobilità collettiva, la riconversione sostenibile dell’autotrazione e dell’industria, la riqualificazione edilizia e del riscaldamento e investimenti nel verde urbano.

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