Non c'è solo la protesta dei tassisti in Italia (e le analoghe iniziative che periodicamente si svolgono in tutto il mondo) e lo scandalo delle molestie sessuali negli Stati Uniti a impensierire Uber. Un nuovo grattacapo per la famosa e controversa app attiva nel settore della mobilità arriva ora dalla sfida lanciata da un importante concorrente: Waze, infatti, ha annunciato che la sua funzione “Rider”, che permette di ottenere passaggi dagli utenti già in movimento, verrà ampliata e potenziata.

 

Attacco con tempismo – Waze, app che fa capo ad Alphabet, la holding di Google, sarebbe pronta ad espandere la funzione Rider oltre la città di San Francisco e Israele, dove attualmente è già disponibile. Il Ceo di Waze, Noam Bardin, lo ha anticipato al "Wall Street Journal". L'applicazione è nota principalmente nella veste di navigatore per automobilisti, dotata di diverse funzioni di tipo social che permettono agli utenti di segnalare, ad esempio, la presenza di ingorghi o di altre criticità. L'offensiva di Google su un servizio di car pooling assai prossimo a quello di Uber non sembra giungere in un momento casuale. Già a fine gennaio la campagna #deleteuber, rivolta contro l'ad della società, Travis Kalanick per la sua presunta prossimità politica a Donald Trump, aveva portato a 200mila cancellazioni di account.

 

Le differenze tra Uber e Waze – Contrariamente a Uber, Waze non punta a sostituirsi in senso proprio ai taxi: essendo essenzialmente un servizio di car pooling, esso si pone a metà strada fra Blablacar e Uber. Mediante Rider gli utenti già in movimento con la propria auto potranno entrare in contatto con persone bisognose di un passaggio e la cui destinazione si trova sulla loro strada. Detta altrimenti, è una forma evoluta dell'autostop; anche se, ovviamente, tale servizio non sarà gratis. La tariffa applicata da Waze sarà fissata a 0,54 dollari per miglio percorso (circa 1,6 km); il costo si prospetta, dunque, inferiore a quello normalmente applicato dalle macchine di Uber. “Possiamo chiedere a una persona di caricare qualcuno sul suo percorso abituale verso il lavoro e di farlo scendere dopo un po?” domanda il ceo di Waze al "Wall Street Journal". Questa “è la sfida più grande”. Per ora Waze Rider è ancora un piccolo embrione che conta appena 150mila iscritti, con pochi passaggi forniti all'attivo. Ma la sfida è stata lanciata.