Un drone di carta in soccorso di chi ha bisogno. Darpa, l'agenzia governativa americana che sviluppa nuove tecnologie in campo militare, sta collaborando con gli ingegneri di Otherlab per creare un velivolo usa e getta. Verrebbe utilizzato per consegnare provviste e medicinali in aree altrimenti difficili da raggiungere. È pensato per essere spedito una sola volta. E sarebbe proprio questa la sua forza. Otherlab sta, parallelamente, lavorando allo sviluppo di un materiale derivato dai funghi, al 100% biodegradabile. 

 

Come funziona – Il drone è fatto di cartone, quindi molto leggero. Il velivolo sarebbe anche più economico dei droni tradizionali: ecco perché potrà essere distrutto al termine del suo viaggio. L'innovazione più importante, però, è un'altra: il drone di carta è pensato per fare solo il viaggio di andata. In questo modo potrà percorrere una distanza doppia rispetto ai dispositivi utilizzati oggi, anche perché non ci sarà a bordo una batteria che dovrà riportarlo indietro. Il drone, infatti, una volta portato in quota con un aereo, funziona come un aliante e non richiede un sistema di alimentazione ingombrante e costoso. In questo modo permette di imbarcare una quantità maggiore di medicinali. Sarà guidato a destinazione da un mini-computer che indicherà la rotta e da un sensore che garantirà un assetto di volo equilibrato.

 

Cosa c'entra Darpa – Il progetto è sostenuto da Darpa, che è un'agenzia militare. Cosa c'entra con i droni di carta? Darpa ha dato vita al programa "Icarus". Dietro al nome del personaggio mitologico che amava volare c'è un acronimo: Icarus sta per "Inbound, Controlled, Air-Releasable, Unrecoverable Systems". E ha l'obiettivo di creare "veicoli evanescenti in grado di compiere consegne precise di forniture critiche per poi scomparire" o diventare inutilizzabile. Non è detto che la funzione militare, che è stato il punto di partenza del progetto Icarus, sia anche il punto d'arrivo. Come già successo in passato, diversi progetti nati all'interno di Darpa hanno preso (anche) strade diverse. È il caso, ad esempio, dei veicoli autonomi, focus dell'Urban Challenge del 2004. Oppure dell'idea di creare una rete di computer in grado di dialogare, nata già nel 1962.

 

Droni e sanità – L'idea di utilizzare velivoli leggeri per consegnare provviste e medicinali in aree svantaggiate non è nuova. Anzi, è già operativa sul campo. Lo scorso ottobre, la startup Zipline ha avviato le prime consegne di sacche di sangue in Ruanda. Secondo il suo ceo, Keller Rinaudo, in futuro i droni serviranno soprattutto a questo: più sanità e meno consegne di cibo a domicilio.