Dire che i droni stanno prendendo il volo potrebbe apparire un po' scontato. Ma l'espressione rende bene l'idea di un mercato in rapida crescita. Il settore è ancora giovane e sta cercando la propria strada. Le applicazioni pensate per i consumatori (come i piccoli velivoli per riprendere e fotografare) stanno avendo grande visibilità. Ma gli affari si fanno altrove. L'area più promettente, infatti, non è quella consumer (con i droni acquistabili come uno smartphone o un pc) ma quella commerciale e industriale. 

 

Il futuro è commerciale – La differenza tra il mercato rivolto direttamente ai consumatori e quello che invece coinvolge le aziende è nei numeri. Secondo una ricerca di Pwc, l'utilizzo commerciale vale già 127 miliardi di dollari. Molto più ridotto, secondo Grand view research, sarà il mercato “al dettaglio”: 4,19 miliardi entro il 2024. Chi pensa ai velivoli come beni di consumo deve infatti confrontarsi con un mercato complicato, e per diverse ragioni. Innanzitutto c'è un dominatore che rende difficile affermarsi: la cinese Dji, che costruisce sia per i consumatori, sia per l'industria. Nel 2015 ha raggiunto un fatturato di un miliardo di dollari, con una quota di mercato intorno al 70%. I suoi prodotti non sono economici (superano i mille dollari) e si rivolgono comunque a un utilizzo professionale.

 

La battaglia sul mercato - Non ha avuto lo stesso successo chi si è concentrato solo sui droni rivolti a un consumatore medio. 3D Robotics, dopo aver raggiunto una valutazione di 360 milioni di dollari, ha dovuto correggere le proprie prospettive di crescita e tagliare posti di lavoro. Karma, il primo drone targato GoPro, aveva l'obiettivo di rendere il prodotto più popolari (sin dal prezzo, inferiore ai 300 dollari). Lanciato in pompa magna, è stato ritirato pochi giorni dopo per un difetto di progettazione che lo faceva schiantare senza preavviso.

 

La consegna arriva dal cielo – Il settore commerciale è quello che sta attirando i grandi nomi della tecnologia. L'applicazione più nota è forse quella delle consegna a domicilio. Amazon sta da tempo testando il trasporto volante, non solo per i pacchi del suo e-commerce classico ma anche per spesa e cibo (con Fresh e Prime). Domino's ha avviato le prime sperimentazioni sul campo: in Nuova Zelanda la pizza arriva dal cielo. E Google ha appena battezzato un progetto simile, in partnership con Starbucks.

 

Agricoltura e costruzioni al top - Quella dei fattorini volanti è solo una delle possibili applicazioni. Secondo un altro produttore, Zipline, “i droni non serviranno tanto per trasportare burrito, quanto per le medicine”, come avviene ad esempio in Ruanda. Per Pwc, i settori commerciali più promettenti sono invece altri. Primo: le costruzioni. Nel 2015 il settore, per i droni, valeva già più di 45 miliardi di dollari. Questi strumenti consentono costruzioni sempre più complesse e, allo stesso tempo, permettono di raccogliere dati in modo più semplice ed efficace. Secondo settore, l'agricoltura. Bank of America Merrill Lynch stima che il comparto è destinato a valere l'80% dell'intero mercato. Con una domanda in crescita, i sistemi di coltura dovranno essere più efficienti e sostenibili: in questo caso, i droni serviranno per irrigare, medicare e monitorare i campi.

 

La questione sicurezza – I droni potrebbero giocare un ruolo importante anche per la sorveglianza di obiettivi sensibili, come aeroporti e stadi. Allo stesso tempo, possono trasformarsi da strumenti di protezione ad armi di offesa (come da anni mostra la tecnologia dei droni utilizzata in ambito militare), facili da usare e a basso costo. Ecco perché la tedesca Deutsche Telekom sta sviluppando un sistema di difesa anti-droni. E il Bayern Monaco sta studiando con Rheinmetall uno scudo elettromagnetico in grado da fare da barriera contro i velivoli durante le partite.