Quentin Tarantino non ha cambiato idea e continua a progettare il suo ritiro. Ancora due film per arrivare in doppia cifra, a quota dieci pellicole e poi basta. Lo ha annunciato lo stesso regista e sceneggiatore durante la convention “The creativity conference” a San Diego organizzata da “Adobe Max”. Il due volte premio Oscar ha confermato l'intenzione di porre la parola fine alla sua carriera nonostante i tanti riconoscimenti ottenuti.

 

Gli ultimi due progetti – A San Diego Tarantino ha rivelato qualche anticipazione rispetto agli ultimi due lavori che chiuderanno una carriera lunga e apprezzata esplosa con il primo successo, “Le Iene”, nel 1992. Il regista ha detto che il prossimo film potrebbe essere potenzialmente un nuovo “Bonnie and Clyde” ambientato nell’Australia degli anni trenta. Per quanto riguarda il secondo progetto, ha spiegato che per quattro anni ha studiato in maniera molto approfondita gli anni Settanta che considera i più importanti dell’intera storia del cinema. Su come questo lavoro possa concretizzarsi in un prodotto finito, Tarantino non ha ancora le idee chiare: “Potrebbe essere un libro, un documentario o un podcast in cinque parti”.

 

Oltre vent’anni di successi – Dopo l’esordio con “Le Iene”, il suo secondo film, “Pulp fiction” ha avuto un impatto notevole che poche altre pellicole possono vantare: Palma d’oro a Cannes nel 1994 e Oscar l’anno successivo come miglior sceneggiatura originale, senza contare l’enorme successo ai botteghini. Dopo l'esperienza di "Jackie Brown" arriva nel 2003 “Kill Bill”  con protagonista “la musa” Uma Thurman, diviso in due episodi per esigenze di produzione, ma che lui ha sempre considerato un unico film. Tocca quindi "Grindhouse", firmato insieme all'amico e collega Robert Rodriguez. Nel 2009 tocca a “Inglorious Bastards", che ha fatto registrare un guadagno di 313 milioni di dollari in tutto il mondo, ricevendo 10 candidature agli Oscar nel 2010. Quella fu la pellicola che fece conoscere al mondo cinematografico il talento di Christoph Waltz che non a caso vinse l’Oscar come migliore attore non protagonista. E per finire, Tarantino ha rivisitato lo spaghetti western a lui molto caro con “Django Unchained” nel 2012, remake del film con Franco Nero e “The Hateful Eight” nel 2015 in cui ha realizzato il suo desiderio di avere una colonna sonora scritta da Ennio Morricone.

 

L’importanza della musica per Tarantino – Durante la conferenza di San Diego, Tarantino ha spiegato il proprio percorso durante il processo creativo. Ogni nuova sceneggiatura prevede sempre un “tour” all’interno della collezione cinematografica personale. “Gran parte del linguaggio cinematografico ruota attorno ai suoni e alla musica. Prima di cominciare penso molto seriamente alla musica. Ascolto la traccia e immagino tutti al Palais di Cannes a godersela”.