di Gabriele De Palma

“Vogliamo invitare gli autori e gli storyteller di tutto il mondo a spostare il limite di ciò che si può fare con i contenuti su Twitter”. Così Andrew Fitzgerald,  uno dei responsabili del media team di Twitter, ha presentato il primo Twitter Fiction Festival. L’iniziativa, che sancisce una volta ancora il legame tra il social network dei cinguettii e letteratura, si terrà dal 28 novembre al 2 dicembre, periodo in cui verranno pubblicati gli esperimenti di 'twitteratura' giunti entro il 15 novembre e selezionati da un comitato artistico (qui il modulo per descrivere e presentare i propri contenuti). Le forme narrative che si possono utilizzare sono assolutamente libere, anzi si vuole trovarne di nuove rispetto a ciò che si è già letto: dalla chat ai racconti in pillole, passando per i falsi account di personaggi famosi. L'unico limite delle proposte è che l'esperimento letterario dovrà avere una durata massima non superiore ai cinque giorni del Festival.

Storie brevi e tese
– Sull'idoneità di Twitter ad avere a che fare con la letteratura il dibattito è aperto e acceso: i critici ritengono che la rete sociale che permette di esprimersi a singhiozzi di 140 caratteri per volta sia troppo povera; i favorevoli credono invece che limiti tecnici siano lì per essere superati e costringano a trovare forme nuove per costruire e trasmettere contenuti artistici.
Con buona pace di chi - come lo scrittore inglese Jonathan Franzen o l'italiano Michele Serra – giudica 140 caratteri insufficienti ad abilitare una comunicazione intelligente, su Twitter di letteratura ce n'è tanta. E assume molte forme. Il social network è la versione aggiornata dei caffè letterari e la conversazione su autori e opere è ricca e quotidiana tra le comunità di lettori. Spesso nascono spontaneamente, altre volte su stimolo di qualche editore particolarmente capace a utilizzare la piattaforma, tenzoni pseudo-letterarie tra il serio e il faceto. Come il riassunto in un tweet dei grandi classici della letteratura, contraddistinto dall'hashtag #twittatrame, o i tributi ai grandi scrittori (ad esempio quel che accadde per il compleanno di Josè Saramago e in occasione del fortunato #TweetQuenau) o ai grandi romanzi (#LunaFalò), in cui le citazioni si mescolano alle foto delle edizioni più preziose, ai consigli per approfondire qualche aspetto dei testi, alle polemiche sui gusti personali. Insomma quando anche non si fa letteratura, su Twitter se ne parla molto e spesso accade in termini più che appropriati.

I tentativi referenziati - Ci sono poi delle occasioni in cui si fa inequivocabilmente letteratura. È il caso del recente esperimento promosso dall'autorevole mensile New Yorker, che tramite il proprio account Twitter ha fatto pubblicare a Jennifer Egan, vincitrice del Premio Pulitzer per la narrativa, Black Box una  breve storia di spionaggio, centellinata in poco più di seicento cinguettii. Il racconto ha attirato anche le inevitabili critiche, soprattutto sul modo in cui venivano (o non venivano) utilizzate le caratteristiche distintive del microblogging: i tweet erano quotidiani ma confinati tra le 8 e le 9 di sera, non veniva utilizzata la possibilità di comunicare in tempo reale e non c'era interazione con i follower. Molto più interessante e consono ai vantaggi della piattaforma la rivisitazione aggiornata di Romeo e Giulietta fatta dalla Royal Shakespeare Company con Such Tweet Sorrow. Il novello Romeo è un adolescente con la passione per i videogame che fuma erba, compone poesie ed è stato convinto dall'amico Mercuzio ad aprirsi un account Twitter. Attraverso più di 4mila tweet pubblicati dai vari personaggi, viene ri-raccontata la celebre storia d'amore con tanto di foto della stanza di Giulietta e testimonianze dei trionfi con la Xbox del suo amato.

Un caso di successo
- Quello che finora è considerato il momento più alto della letteratura in cinguettii è il falso account del candidato sindaco di Chicago – Rahm Emanuel, ex Capo di gabinetto dell'amministrazione Obama e poi eletto a guidare la città ventosa – @MayorEmanuel. Sotto le celebri e mentite spoglie si celava il giornalista Dan Sinker, che in duemila tweet ha raccontato in un tripudio di parolacce e note politicamente scorrette una fanta-campagna elettorale che prendeva spunto da quella reale. Il finto candidato sindaco ha attirato molte più attenzioni e follower sul social network del candidato vero, riuscendo a sfruttare le peculiarità di Twitter. La propensione al sarcasmo conferita dal poco spazio disponibile e dal tema trattato, la possibilità di commentare in tempo reale un evento pubblico, la tempestività e la cura dalla comunità di lettori che si è aggregata nei sei mesi in cui l'account è rimasto attivo. Tutti i cinguettii sono stati poi raccolti in un libro, The F***ing Epic Twitter Quest of @MayorEmanuel. Un caso di successo che gli organizzatori del Twitter Fiction Festival sperano non rimanga un caso isolato.