L'attore e regista Sage Moonblood Stallone, secondogenito di Sylvester Stallone, è stato trovato cadavere nella sua casa di Hollywood: aveva 36 anni. Ancora da accertare le cause del decesso, risalente a venerdì 13: stando a quanto riferito dagli inquirenti, nella villa non sono stati riscontrati segni di scasso né di violenza. Il giovane cineasta, una vita trascorsa nell'ingombrante ombra del padre, secondo fonti non identificate, citate dal sito on-line di gossip sullo show-business Tmz, avrebbe ingerito una dose eccessiva di non meglio specificate pillole, ma non è chiaro se l'overdose sia stata intenzionale ovvero accidentale.
In un comunicato diramato dalla sua agente Michelle Bega, il protagonista di "Rambo" si dice "distrutto e sopraffatto dal dolore per l'improvvisa perdita del figlio", un vuoto che "si farà sentire per sempre.

Nato dal primo matrimonio -
Sage, che sembra fosse di ritorno a Los Angeles da San Diego, dove aveva visitato Comic-Con, l'annuale esposizione che costituisce una sorta di stati generali del fumetto mondiale, era nato dal primo matrimonio di Stallone, conclusosi peraltro dopo dieci anni nel 1985: con Sasha Czack, alla quale nella nota l'ex marito rivolge "la propria pietà e il proprio pensiero".

Sul set accanto al padre -
Sage aveva esordito sul grande schermo proprio al fianco del genitore nel 1990, in Rocky V, dove interpretava il ruolo del figlio, già toccato in precedenza al fratello maggiore Sergheo. Insieme al padre aveva recitato sei anni più tardi in Daylight - Trappola nel tunnel, un autentico flop al botteghino. In tutto aveva partecipato come interprete a una quindicina di pellicole, producendone tre tra le quali Vic, di cui nel 2006 curò anche regia e sceneggiatura oltre a comparirvi in prima persona, ottenendo il premio per il migliore esordiente al Boston Film Festival. "Era un giovane di grande talento, una persona meravigliosa", il commento finale di Stallone senior.