Una storia d'amore, solo accennata e non vissuta, e per questo anche più forte, tra il più introverso e non molto simpatico dei ragazzini, Lorenzo (Iacopo Olmo Antinori), e la destabilizzante e tossica sorellastra diciannovenne Olivia (Tea Falco). E tutto questo nello spazio angusto di una cantina. Questa l'impresa con cui si è misurato il premio Oscar Bernardo Bertolucci in 'Io e te', film tratto dal romanzo omonimo di Niccolò Ammaniti, che passa fuori concorso alla 65/a edizione del Festival di Cannes.

Insomma non era davvero facile, perché Lorenzo che, per sfuggire a una settimana bianca con i compagni di scuola, si rifugia nella cantina di casa ad insaputa della madre, non è che sia un tipo allegro da vedere. Anzi. Ama gli insetti e si prepara a questa trasgressione nella solitudine con una meticolosità fastidiosa. Sette giorni da passare in cantina. E allora sette di tutto: sette succhi di frutta, sette scatole di carciofini, sette scatolette di tonno. Insomma Lorenzo è uno rigido, uno 'psicopatico' come lo appella subito la bella sorellastra Olivia (Tea Falco) che interrompe la sua solitudine per rifugiarsi anche lei nella cantina, ma per motivi opposti. Lei infatti si ritrova lì per eccesso di vita, per il fatto che il suo disagio e' diventato tossicomania, voglia di strafare.

Olivia ha comunque tante cose da dare al solitario fratellastro che si eccita e si anima un po' solo ascoltando i suoi Mp3 con le cuffie. Lei che è bella ed e lì per 'farsi la rota', per uscire dalla dipendenza, entra nella vita di Lorenzo come un terremoto, tra vomiti e inevitabili nudità legate alla loro forzata convivenza. A un certo punto tra loro ci sono degli occasionali incontri ravvicinati, ma non succede nulla. Ma questa vita a perdere di Olivia e il desiderio che suscita in Lorenzo bastano a dargli una scossa, a far sì che lui cominci finalmente a sentire qualcosa. Dice Olivia al ragazzo a fine film: "Lorenzo, smettila di nasconderti. Devi cominciare a vivere. Se prendi una botta che fa? Puoi sempre andare avanti".