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di Eva Perasso

Con un sorriso bello e dolce, quello di un bimbo che aspetta che i denti nuovi arrivino a riempire le finestrelle in bocca, Matteo Lopez, statunitense della baia di San Francisco, sette anni, la scorsa estate si è aggiudicato il primo premio per il miglior “Doodle 4 Google”, il concorso che ogni anno premia l’idea e il disegno migliore fatto dagli studenti fino ai 12 anni, che propongono una versione creativa e a tema del logo nell’homepage di Google. Matteo aveva immaginato che da grande diventerà astronauta e aveva disegnato un’avventura spaziale: la big G di Google si trasformava in un alieno verdognolo pronto a mangiarsi la O grande quanto la Terra, mentre lui, vestito da astronauta, si godeva il panorama lunare.

Doodle 4 Google
- Quest’anno invece, il Doogle 4 Goodle ha per tema un viaggio nel tempo: i bimbi fino ai 12 anni dovranno disegnare intorno alle 6 lettere la loro visita nel passato o nel futuro. C’è tempo sino a fine marzo per partecipare e ai vincitori verranno dati soldi per studiare, fondi per la loro scuola, e ovviamente tanta popolarità. Anche in Italia, lo scorso anno, una gara al miglior Doodle aveva coinvolto gli studenti: il tema, in quel caso, erano i 150 anni dell’unità d’Italia e i finalisti, da nord a sud, avevano visto i loro doodle pubblicati sull’homepage nazionale del motore di ricerca (Guarda la Gallery).
Proprio perché il doodle è una ventata di colore, allegria e fantasia su una delle pagine web più minimali del web, e ancor più perché arriva a sorpresa quando, la mattina, si apre il browser per iniziare la navigazione, è diventato un genere da collezionisti, con tanto di merchandising. Online infatti si possono acquistare tazze e magliette, mentre varie gallerie e siti ripropongono la carrellata di tutti i doodle della storia a partire dal primo, quello che i fondatori del motore di ricerca Brin e Page vollero disegnare per raccontare agli utenti che sarebbero stati fuori ufficio, impegnati a partecipare nel Nevada al mitico “Burning Man”, il festival un po’ hippy e un po’ tech che infiamma il deserto americano ogni fine agosto.

Chi sono i doodlers
- Ma chi lavora dietro a uno dei prodotti più semplici e geniali della grande G? Nella sede di Mountain View c’è un ufficio speciale dedicato interamente allo sviluppo dei loghi. Il team è formato da 5 giovani doodler, impegnati ogni giorno a trasformare in disegni, animazioni, filmati, musica, le idee degne di un passaggio sul sito di Google. Nel loro ufficio si decidono le sorti dei temi da trattare di tutto il mondo, raccogliendo anche gli spunti degli utenti (che possono segnalare le loro idee via mail) e delle varie sedi nazionali.

Dal quartier generale di Milano per esempio, più o meno ogni trimestre giungono suggestioni negli Stati Uniti. Per guidare la scelta verso anniversari più nazionali e dare un’idea agli uffici mondiali delle tendenze in corso nel Paese. A Google Italia la riunione trimestrale è un vero brainstorming, aperto a tutti i dipendenti, informale e poco strutturato. Le idee raccolte vengono, di volta in volta, spedite a Mountain View dove viene compilato il calendario definitivo, Paese per Paese, dei vari doodle.

Oltre i loghi
- Negli ultimi mesi poi la fantasia dei doodlers-artisti si è spinta molto oltre il disegno e chi ha avuto la fortuna di capitare sull’homepage il giorno giusto ha potuto sperimentare il suono della chitarra elettrica nella giornata dedicata alla Gibson Les Pauls, o ancora vedere il videoclip per omaggiare i 65 anni del defunto Freddy Mercury. E visto che i doodlers americani sono pronti a tutto, c’è stata anche una volta in cui si sono messi a fare gli attori e hanno recitato in una clip per festeggiare il 122esimo compleanno di Charlie Chaplin. Sotto i baffetti di Chaplin si riconosce la sagoma di Mike Dutton, uno dei 5 doodlers, conosciuto dagli italiani perché fu lui a disegnare l’illustrazione per i 150 anni dell’unità.

In un video i doodlers di Mountain View raccontano il loro lavoro e le loro ispirazioni