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L'intervista a Marifrancesca Garritano
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di Chiara Ribichini

Aveva raccontato il dietro le quinte del mondo della danza. I compromessi, la corruzione e i disturbi alimentari. Prima nel libro “La verità vi prego sulla danza”, poi in una serie di interviste, tra cui quella rilasciata all’Observer in cui il problema del cibo era stato denunciato in modo più nitido. "Alla Scala una ballerina su cinque è anoressica" aveva detto in quell'intervista che aveva scatenato moltissime polemiche proprio nei giorni in cui al Piermarini andava in scena la prima del 7 dicembre. Ora il Teatro alla Scala ha deciso di licenziare "per giusta causa" la ballerina Mariafrancesca Garritano, che era stata recentemente promossa solista. La notizia, che girava in rete da alcune ore attraverso un comunicato di solidarietà apparso su Facebook, è stata poi confermata dallo stesso Teatro. Il Piermarini ha motivato il licenziamento con il "danno di immagine" che ha ricevuto per le dichiarazioni della ballerina e con la fine della fiducia.

"Il Teatro alla Scala - spiega una nota - si è visto costretto a risolvere il rapporto di lavoro con la signorina Mariafrancesca Garritano in seguito alle interviste e dichiarazioni pubbliche da lei rilasciate ripetutamente in un ampio arco di tempo; dichiarazioni nelle quali si è concretizzata una lesione dell'immagine del Teatro e della sua Scuola di Ballo, nonché la violazione dei doveri fondamentali che legano un dipendente al suo datore di lavoro, facendo venir meno il necessario rapporto fiduciario che è alla base di tale legame". Per la Scala la lesione dell'immagine è legata al fatto che la danzatrice, soprattutto nelle interviste rilasciate in questo ultimo periodo, parla dell'anoressia come un problema "conseguente a una impostazione didattica", indotto dall'ambiente.

Sky.it aveva incontrato e intervistato Mariafrancesca Garritano subito dopo l’uscita del suo libro. “Lo specchio spesso ti mostra un’immagine che non rispecchia il tuo ideale, soprattutto in fase di crescita. E’ una cosa che fa parte della vita di tutti gli adolescenti, non solo dei ballerini. Certo chi, come noi o come le modelle, lavora con il proprio corpo è inevitabilmente più esposto ai disturbi alimentari. Ma non c’è nessuno che ci toglie il piatto da davanti o che ci dice di non mangiare. Sono gli aggettivi o le metafore che si usano nelle sale di danza che non aiutano” aveva spiegato la Garritano. “Come, sei gonfio come un raviolo, sei pesante, sei molle come una mozzarella”. E sulle possibili ritorsioni per quanto denunciato nel libro aveva detto: “No, non ho paura ma può darsi che ci siano. Anche se io non parlo del mio teatro ma del mondo della danza. E scrivo la verità, dimenticando per una volta, la finzione”.