Per anni l'omosessualità è stata considerata una malattia mentale (oltre che un atto illegale). Ora qualcosa sta cambiando: nel paese del Sol Levante sarà presto nominato il primo vincitore del concorso Mister Gay
15 gennaio, 2010
In una foto datata 16 giugno 2009 un momento dello Shanghai Pride
In una società tradizionale come quella cinese, in pochi
avrebbero scommesso sulla partenza di Mr. Gay China, la prima edizione del
concorso che incoronerà il cinese omosessuale più bello.
Un vero passo avanti per una nazione famosa per le sue
rigide restrizioni su tutti i fronti.
Gli stessi partecipanti erano scettici, come ha dichiarato il ventiseienne
Emilio Liu, che non si sarebbe mai aspettato “che potesse succedere una cosa
simile in Cina”.
Il concorso è stato organizzato dall’unica società di
pubbliche relazioni e organizzazione di eventi gay di Pechino, la Gayographic.
Il messaggio che si vuole trasmettere alla popolazione e al governo cinese è
che la comunità omosessuale “c’è, esiste, ed è sana, sexy e alla moda”, come ha
dichiarato il co-fondatore di Gayograpghic, Ben Zhang a METRO.
Non c’è che dire, in un paese dove solo fino al 2001 l’omosessualità
era considerata prima illegale e poi una malattia mentale, il Mr. Gay China
Pageant è un avvenimento di enorme importanza, che testimonia come in Cina
qualcosa si stia muovendo, sottolinea The Guardian.
La comunità gay ha voglia di far sentire la sua voce, mentre
la tolleranza da parte del governo rimane un grosso punto interrogativo. Molti
siti web sono stati chiusi, attivisti e organizzatori si lamentano per le
molestie subite dalle autorità locali, come nel caso del recente Shanghai Pride.
Gli
organizzatori hanno volutamente mantenuto toni moderati, evitando striscioni e
parate, ma molti eventi sono comunque stati cancellati.
Gli organizzatori del concorso sperano di evitare problemi,
mantenendo Mr. Gay China lontano dai media locali. La situazione è infatti
ancora troppo delicata. Sono molti i ragazzi, colletti bianchi in carriera o
studenti, che non sono ancora usciti allo scoperto in famiglia o con gli amici,
ma comunque la pensano come Emilio Liu, e vogliono farlo sapere all’intera
Cina: “Siamo intelligenti, siamo professionisti, siamo splendidi, e siamo gay”.