I supereroi combattono contro i cattivi e le forze male per garantire la sopravvivenza del pianeta o per proteggere i più deboli: per riuscire nella loro missione sono costretti a ricorrere alla violenza, ma lo fanno solo a fin di bene. Eppure i bambini che più sono a contatto con la cultura dei paladini dei fumetti hanno maggiori probabilità di essere aggressivi, sia dal punto di vista fisico e che relazionale. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Abnormal Child Psychology e guidato da un team di ricercatori della Brigham Young University. “Tanti bambini in età prescolare amano i supereroi e molti genitori assecondano la cosa perché sono convinti che possa aiutare i propri figli ad essere più gentili con i coetanei", ha spiegato Sarah Coyne, una delle ricercatrici, “ma il nostro studio dimostra l'esatto contrario”.

 

L’esperimento – Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno analizzato l’interesse nei confronti di Batman, Capitan America e tanti altri paladini di 240 bambini, sia di sesso maschile che femminile. Nella prima fase dell’esperimento è stato chiesto ai genitori di valutare il livello di coinvolgimento dei propri figli attraverso una stima del grado di identificazione e del tempo che passano giocando o guardando in televisione i supereroi. Successivamente i ricercatori hanno intervistato i bambini singolarmente e hanno chiesto loro di scegliere il loro eroe preferito tra i 10 più popolari.

 

Le preferenze – “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, è la celebre frase che zio Ben dice a suo nipote Peter Parker, che di lì a poco si trasformerà in Spiderman. Nonostante questo messaggio profondamente positivo, comune anche molti altri supereroi, solo il 10% dei bimbi ha specificato tra le caratteristiche del proprio personaggio preferito la propensione alla protezione dei più deboli. Il 20%, invece, si è rifatto ad alcune caratteristiche violente: “è il mio preferito perché è grande e può fare a pugni” o “perché può rompere e distruggere tutto, fregandosene perché il più forte” si legge nella ricerca. Un bambino addirittura ha risposto “Capitan America è il mio supereroe preferito perché può uccidere”. Il restante 70% del campione, infine, ha espresso commenti neutri.

 

Usare con moderazione – Le rilevazioni della ricerca sono state svolte in due differenti momenti e i risultati hanno evidenziato come i bambini in età prescolare con un coinvolgimento inteso nella cultura dei supereroi, un anno dopo il primo test, abbiano registrato una maggiore aggressività di tipo fisico e relazionale. Le conclusioni di questo studio, secondo la dottoressa Coyne, non devono però indurre a pensare che sia necessario eliminare del tutto i supereroi. Piuttosto bisognerebbe evitare una fruizione eccessiva da parte dei bambini, per evitare che si focalizzino maggiormente sui loro comportamenti violenti.