La cattiva notizia è che il 21 dicembre, giorno che coincide con il solstizio d'inverno, segna ufficialmente l'ingresso nella stagione più fredda dell'anno. La buona notizia è che, dopo il giorno con meno minuti di luce, le giornate diventeranno un secondo alla volta sempre più luminose. Il solstizio d'inverno inizierà alle 10:44 UTC (11:44 ora italiana) e segnerà l'ingresso dell'emisfero boreale nell'ultima, fredda stagione meteorologica del 2016.

 

Il doodle di Google - A questa ricorrenza astronomica, intrisa anche di tradizioni popolari, Google ha dedicato il doodle del giorno. 

 

 

 

Cos'è il solstizio d'inverno - Il solstizio d'inverno è il momento nel quale il Sole, nel suo moto apparente lungo le costellazioni dello Zodiaco, raggiunge la posizione più a sud dell'equatore celeste, proiezione nel cielo dell'equatore terrestre. Da questo momento il Sole ricomincerà a salire verso l'equatore celeste e le ore di luce aumenteranno gradualmente fino a raggiungere un nuovo culmine: il solstizio d'estate. La parola solstizio deriva dal latino "solstitium", che significa letteralmente "sole fermo". Infatti, se ci si trova nell'emisfero nord della Terra, si può osservare come il Sole sembri fermarsi in cielo durante il giorno del 21 dicembre, fenomeno man mano più evidente se ci si avvicina all'equatore.

 

I siti preistorici dedicati al solstizio d'inverno - La risalita del Sole ha colpito gli uomini sin dalla preistoria e a questo giorno sono legati importanti complessi monumentali, come quello di Stonehenge, che ogni anno durante il solstizio d'inverno attira molti visitatori. Il sito del Neolitico è infatti perfettamente allineato per ricevere la luce del tramonto del solstizio d'inverno fra i suoi monoliti. Al contrario Newgrange, un altro monumento preistorico, è stato costruito in modo da intercettare la luce dell'alba del solstizio invernale.

 

I saturnali dell'Antica Roma e i riti pagani in Scandinavia - Anche nell'antica Roma, i giorni attorno al solstizio di inverno erano segnati da celebrazioni. A partire dal 17 dicembre, per 7 giorni,  si tenevano i Saturnali durante la quale si tenevano banchetti  e sacrifici in onore di Saturno e ci si scambiava doni. Nei paesi scandinavi si celebrava invece la pagana festa di Juul. Il popolo accendeva delle candele per simboleggiare il ritorno della luce e un ceppo di albero veniva portato in casa, offerto in tributo del dio Thor. La legna di questo ceppo, spesso un intero albero, veniva conservato e consumato lentamente durante i 12 giorni dedicati al Natale del tempo per riscaldare le case, mentre le ceneri erano raccolte e sparse nei campi per fertilizzarli.

 

Celebrazioni nel mondo -  Tradizioni e celebrazioni proseguono anche ai nostri giorni. In Iran, ad esempio, il solstizio d'inverno si chiama Yalda: per festeggiare, vengono serviti melograni, meloni e noci secche. In Guatemala il 21 dicembre coincide con San Tommaso ed è l'occasione per ammirare la danza del Palo Volador: tre uomini si gettano da un palo alto 15 metri, mentre tamburi e flauti suonano. Se atterrano sui propri piedi, la credenza popolare sostiene che ciò compiaccia gli dei e che, per questo motivo, i giorni inizieranno ad allungarsi.