Nel 2016 si sono verificati in Italia 50mila nuovi casi di tumore al seno: duemila in più rispetto all'anno precedente. A rivelarlo sono i dati diffusi a Napoli nel corso del convegno "Breast journal club. L'importanza della ricerca in oncologia”. La buona notizia però è che all'aumento di donne che si ammalano, segue una diminuzione di quelle che muoiono a causa del tumore.


L'importanza della prevenzione - Secondo i dati in possesso degli oncologi il tasso di mortalità legato allo sviluppo di un tumore alla mammella è in costante diminuzione, soprattutto per le donne di età compresa tra 50 e 69 anni. In questa fascia, che è anche quella cui è diretto lo screening mammografico, la percentuale delle donne che non sopravvivono al cancro ha registrato nell'ultimo anno un calo dell'1,9%. L'arma migliore nella lotta al cancro rimane, per i medici, quella della prevenzione. Durante l'incontro è stato confermato che quando la malattia è individuata in fase precoce la percentuale di guarigione è superiore al 90%.

Il tasso di sopravvivenza – Un dato particolarmente importante è quello sul tasso di sorpravvivenza fra coloro che hanno sviluppato un tumore. A 5 anni dalla diagnosi, in Italia, sopravvive l'85,5% delle donne. Il dato, relativo al 2016, è superiore alla media europea (81,1%).

Il tumore alla mammella colpisce soprattutto le donne fino ai 49 anni (41% dei casi), seguite da coloro che rientrano nella fascia d'età compresa tra i 50 e i 69 anni (35%). Casi, infine, si registrano tra le donne sopra i settant'anni (21%). A livello geografico, considerate le tre macro-aree del Paese, è stato rilevato come l'incidenza della patologia è maggiore al Nord, con 126,9 casi ogni 100mila donne, rispetto al Centro e al Sud che fanno registrare lo stesso dato: 111,2 casi su 100mila donne.  

 

I consigli dell'oncologa - "Grazie alla mammografia e alle terapie innovative, otto italiane su dieci colpite da cancro del seno riescono a sconfiggerlo". Questi i dati forniti durante il suo intervento a Napoli dalla dottoressa Stefania Gori, direttrice dell'Oncologia medica dell'Ospedale Don Calabria Negrar di Verona e presidente eletto dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Nonostante i dati positivi sul numero di donne guarite dal male, rimane ancora alta la percentuale di coloro che evitano i controlli preventivi.  

 

I nuovi trattamenti – Durante l'incontro è stato riservato ampio spazio al tema dei nuovi trattamenti di cura del tumore. “Oggi conosciamo meglio i meccanismi biologici che sono alla base dei tumori. Le terapie sono sempre più mirate contro le cellule cancerogene e meno tossiche per il resto dell'organismo”, ha sostenuto il professor Michele De Laurentiis, direttore Uoc Oncologia senologica dell'Istituto Pascale di Napoli. De Laurentiis ha evidenziato l'efficacia di nuovi strumenti a disposizione degli oncologi italiani come il nab-paclitaxel, un farmaco che sfrutta le nanotecnologie e che ha evidenziato un miglioramento della sopravvivenza del 20%.