Preoccuparsi troppo per la propria salute fa male. Gli ipocondriaci avrebbero infatti fino al 70% di possibilità in più di soffrire di cardiopatia ischemica (che include attacchi cardiaci) rispetto alle altre persone. Almeno, questo è il risultato di uno studio di alcuni ricercatori dell’Università di Bergen, in Norvegia. In percentuale, gli ansiosi che sviluppano una cardiopatia ischemica sono risultati il doppio rispetto agli altri pazienti.

Ipocondria e problemi al cuore - “C’è una sorprendente connessione fra il livello di ansia ingiustificata riguardo la propria salute e il rischio di cardiopatia ischemica”, scrive la ricercatrice Line Iden Berge. Nello studio vengono analizzati più di 7mila uomini e donne norvegesi nati dopo il 1950: i check-up sul loro apparato cardiovascolare e i campioni di sangue sono stati incrociati con i dati di un test che misura l’ansia relativa alla salute, e poi con le risposte che hanno dato a un questionario. Nei 12 anni di ricerca, il 3% dei soggetti non ipocondriaci ha sviluppato una cardiopatia ischemica, che se non individuata per tempo si traduce in attacchi cardiaci; fra i soggetti ipocondriaci invece, questa percentuale sale al 6%.

Le cause della cardiopatia ischemica - La cardiopatia ischemica è sostanzialmente un’alterazione dell’apporto di sangue e ossigeno al cuore, che può ridurne pericolosamente la funzionalità generando un’insufficienza cardiaca. L’infarto miocardico e l’arresto circolatorio sono le sue manifestazioni più gravi e avvengono quando l’afflusso viene interrotto in modo improvviso per un'ostruzione alle coronarie. In genere le cause della cardiopatia ischemica sono spasmi coronarici e aterosclerosi, ovvero la formazione di placche nei vasi sanguigni delle pareti arteriose che bloccano il passaggio del sangue: tra i fattori che a loro volta aumentano il rischio di aterosclerosi ci sono il diabete, lo stress, il fumo, l’obesità e la vita sedentaria. L’ipocondria, come l'ansia in genere, aumenta le tossine da stress che l’organismo genera e che se accumulate in grande quantità costituiscono un fattore di rischio per le arterie.

Combattere l’ipocondria - Pur non potendo affermare una correlazione diretta fra ipocondria e cardiopatia ischemica, i ricercatori hanno evidenziato la dannosità di questo disturbo. Il comportamento di chi è ossessionato dalla propria salute e ricorre a frequenti controlli non riduce i rischi cardiovascolari, ma contribuisce anzi allo stimolo dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che si attiva in situazioni di stress e serve solo quando al nostro corpo è richiesto un sforzo superiore al normale. “Ridurre l’ansia non necessaria riguardo alla propria salute porta a dei benefici sulla salute stessa”, afferma lo studio, che sottolinea anche l’importanza di una corretta diagnosi e di un trattamento adeguato per l’ipocondria.