“Fermatevi”. E’ l’appello lanciato da Pier Luigi Bersani con una lettera all’Huffington Post e rivolto al segretario del Pd Matteo Renzi e ai suoi fedelissimi. “Prima il paese, poi il partito, poi le esigenze di ciascuno - scrive Bersani -. Questo criterio, per me e per tanti, e spero per tutti noi, è la base stessa della politica. Se noi non teniamo ferma questa sequenza, non siamo più il Pd”. “Non c'entrano nulla ‘l'astio o il rancore verso Renzi’. Stravolgeremo dunque tutto il percorso per le esigenze o le velleità di una persona sola? No. Prima il paese, poi il partito, poi le esigenze di ciascuno”. 


“Una spada di Damocle sul governo”
- “Mi sono dunque rivolto e mi rivolgo a tutti quelli che hanno buon senso. Al segretario e a tutti coloro che lo hanno sostenuto dico: non date seguito alle infauste conclusioni dell'ultima direzione. Fermatevi". Con la road map decisa dalla direzione, con un congresso a partire dall'assemblea di domenica, "viene messa una spada di Damocle sul nostro stesso governo, si trasforma il percorso congressuale in una immediata e rapida conta, cancellando così ogni ipotesi di riflessione strategica e bruciando l'unica possibilità di una correzione di rotta. Nel pieno fra l'altro di una discussione parlamentare sulla legge elettorale che in queste condizioni rischia il binario morto e nell'incombenza di rilevantissime elezioni amministrative".  

Con Gentiloni fino al 2018 - "Se consentissimo l'ordinario svolgimento delle cose - sostiene Bersani - non mancherebbe la possibilità di questa radicale e ineludibile discussione. Abbiamo una maggioranza e un governo che possono e devono operare fino al 2018, col tempo dunque di correggere le cose che non hanno funzionato. La data ordinaria e statutaria del Congresso (da giugno all'autunno) può consentire un percorso che si avvii con una discussione comune che ridefinisca il perimetro e i muri della nostra casa, i cardini essenziali della nostra proposta prima di passare alla sfida tra i candidati”.

Pisapia: Campo Progressista avanti in autonomia - E intanto, sempre restando a sinistra, torna a parlare l’ex sindaco di Milano, impegnato in questi giorni nel lancio della sua creatura politica. “Campo Progressista prosegue in piena autonomia il lavoro”, scrive Giuliano Pisapia in un post su Facebook senza parlare dell'incontro di ieri con Matteo Renzi a Milano (che lui non ha confermato ma che nel Pd assicurano sia avvenuto). "Nei prossimi giorni in Italia si confronteranno storie, proposte politiche, biografie che appartengono alla grande famiglia del centrosinistra - ha osservato l'ex sindaco -. Il mio auspicio è che nel confronto serio e anche aspro che si svolgerà a Rimini e a Roma tutti facciano lo sforzo di ritrovare prima i valori comuni che le ragioni di divisione e di separazione. Il #CampoProgressista che abbiamo immaginato e stiamo iniziando a progettare vuole innanzi tutto essere utile a questo".