Matteo Renzi detta i tempi in direzione Pd. Pierluigi Bersani chiede di arrivare a fine legislatura e Michele Emiliano è pronto a correre per la segreteria. Il vertice è durato circa 5 ore e si è chiuso con la votazione della direzione che ha dato il via libera alla convocazione dell'Assemblea. I sì sono stati 107, 12 i contrari, 2 gli astenuti. Dopo l'assemblea saranno più chiari i tempi e le modalità del Congresso.

 

L'intervento di Renzi - L'ex premier, in camicia bianca e pullover nero, ha detto "Sì al Congresso con il sorriso sulle labbra. Ma ha chiesto che il congresso sia sui contenuti e non sul voto". "Se digiti su Google 'resa dei conti Pd' emerge un dato sconvolgente. Anche basta. Diamoci una regolata tutti insieme" ha detto Renzi aprendo l'intervento. Durante il discorso ha annunciato che il partito anticiperà il congresso rispetto alla scadenza di dicembre, anche se non ha indicato formalmente le sue dimissioni, ma ha ammesso che "si è chiuso un ciclo" (VIDEO). "Ho preso un Pd che aveva il 25 per cento e nell'unica consultazione politica lo abbiamo portato al 40,8", ha spiegato.


"Scissione sul calendario è ricatto morale" - "Ho un'idea alta del congresso e ancor di più della scissione - ha detto Renzi nel suo intervento - Mai avrei pensato a una discussione sul calendario: o si fa il congresso prima delle elezioni o è scissione. E' una specie di ricatto morale e sono allergico ai ricatti" (VIDEO). 



"Se scissione deve essere, sia senza alibi"
- "Non voglio scissioni. Ma se deve essere, sia una scissione sulle idee, senza alibi, e non sul calendario" (VIDEO), ha proseguito Renzi nel suo intervento, aprendo così al congresso prima delle elezioni: “Accetto l’invito”. 



 

 

Bersani: "Dire al Paese quando si vota" - Duro l'intervento alla direzione dell'ex segretario Pierluigi Bersani, che chiede di concludere la legislatura. "Non parlo da bersaniano, ma da Bersani. Il lavoro è diventato vago, umiliato. Le diseguaglianze non le digerisci. Se andiamo avanti così la destra arriva". "Noi non accoltelliamo alle spalle, avvertiamo che la destra arriva", ha aggiunto Bersani.

 

 

"La scissione c’è già stata" - L’esponente della minoranza Pd, Roberto Speranza, ha spiegato di non aver paura della scissione perché "c'è già stata". "Un congresso - ha detto - non è per evitare una nuova scissione, ma per provare a ricucire un popolo che è in una situazione di grande difficoltà nei rapporti con noi".

 

Emiliano pronto a candidarsi - "Quella di candidarmi alla segreteria è una cosa che sento di fare, necessaria" ha detto Michele Emiliano nel suo intervento in direzione Pd. "Mi auguro che non si costringa a un congresso con rito abbreviato ad aprile - ha chiesto il Governatore della Puglia - Il momento migliore sarebbe settembre-ottobre e poi votare a febbraio". 

 

 

Una mozione non è stata votata - La minoranza Pd chiedeva all'assemblea, tra le altre cose, di "sostenere il governo fino al 2018", ma la direzione non ha votato la mozione. Subito dopo la lettura dei due documenti, l'uno chiedeva di convocare l'assemblea e l'altro, appunto, di sostenere il governo fino a fine legislatura, è salito sul palco Piero Fassino che ha spiegato: "Questa assemblea si prepara a votare la fiducia al governo, quindi stiamo attenti a cosa si mette al voto". A rispondere è stato l'esponente della minoranza dem, Nico Stumpo: "Non c'e' un problema rispetto al governo. Su quello che chiediamo di mettere ai voti è scritto che bisogna dare la fiducia al governo fino al 2018". A dirimere la controversia è stato il presidente dell'Assemblea, Matteo Orfini, che ha messo in votazione la mozione con cui si chiedeva di convocare l'assemblea. Il ministro della Giustizia Andrea
Orlando non ha partecipato alla votazione: ha infatti sostenuto la necessità di una conferenza programmatica da tenere prima del congresso: una posizione che dovrebbe riproporre anche davanti all'assemblea del partito.