“Roma era in una situazione drammatica. Bisognava sganciarla dalle lobby, mentre il governo di Renzi preferisce sedersi a tavola con le lobby". Questo il duro attacco dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino nei confronti dell’esecutivo durante la presentazione del suo libro 'Un marziano a Roma'.  "E' stato deciso a Palazzo Chigi dove fare il villaggio olimpico ad esempio, nessuno è stato consultato", aggiunge Marino. E a chi gli chiede se non si sia isolato troppo dai democratici risponde: "Con i loro consigli sarei finito in cella di isolamento".

 

"A Roma lesione della democrazia"La rimozione da sindaco di Roma, attacca ancora, è stata "una lesione della democrazia". "Quello che è successo l'anno scorso - dice l’ex primo cittadino - è che un Governo che non è passato attraverso un vaglio elettorale ha indicato un commissario straordinario al posto di un sindaco eletto da centinaia di migliaia di persone. Fu una lesione della democrazia, considerata con molta attenzione e preoccupazione dalle cancellerie di tutti i paesi stranieri".

 

 

"Spiegherò spese, vorrei stessa trasparenza da Renzi" - Da Marino anche un commento sulla vicenda delle spese contestategli come primo cittadino: "Quando verrò chiamato spiegherò a proposito di questi 12 mila euro che mi vengono imputati. Mi piacerebbe che la stessa trasparenza venisse utilizzata dal capo del Governo che - lo leggo sui giornali - ha speso in un anno come presidente della provincia di Firenze (che è più piccola nella Capitale) 600 mila euro in spese di rappresentanza, rapidamente archiviate dalla magistratura contabile".