173 sì, 71 no, nessun astenuto. Il Senato ha approvato il maxiemendamento sulle unioni civili. Il risultato è frutto dell'accordo Pd-Ncd che ha modificato il ddl Cirinna (niente stepchild adoption e obbligo di fedeltà). Assenti dall'Aula i Cinque stelle.

 

#unionicivili e convivenze spiegate per puntiPosted by Monica Cirinnà on Thursday, 25 February 2016

 

"La giornata di oggi resterà nella cronaca di questa legislatura e nella storia del nostro Paese.
Abbiamo legato la permanenza in vita del Governo a una battaglia per i diritti mettendo la fiducia. Non era accaduto prima, non è stato facile adesso. Ma era giusto farlo", commenta Matteo Renzi su Facebook.

 

 

La giornata di oggi resterà nella cronaca di questa legislatura. E nella storia del nostro Paese.Abbiamo legato la...

Pubblicato da Matteo Renzi su Giovedì 25 febbraio 2016


 

 

Polemiche in Aula - Il via libera arriva al termine di una lunga giornata di polemiche. Prima del voto, il senatore Barani aveva annunciato che Ala avrebbe votato la fiducia, definendo i verdiniani "paracadute di emergenza della maggioranza'". 18 senatori di Ala su 19 hanno votato la fiducia, senza di loro il governo avrebbe avuto 155 voti. I verdiniani risultano dunque determinanti per raggiungere la soglia della maggioranza assoluta, che è a quota 161.

La ministra Boschi aveva assicurato invece che con le nuove norme "non ci saranno cittadini di serie A e B" mentre Renato Schifani aveva rivelato che alcuni senatori di Ap avrebbero detto no.

 

Botta e risposta Alfano-Pd - Musi lunghi anche nel Pd con Viotti che prima del voto aveva ammesso: "Non c'è da festeggiare" e Speranza che aveva definito Alfano "oscurantista" per avere rivendicato di aver fermato una "operazione contro natura". Il ministro aveva poi ribattuto: "E' secondo natura che due uomini abbiano un figlio?'.  Per Anna Finocchiaro (Pd) "il ministro Alfano dice una cosa che non è assolutamente vera e ciascuno può capire quando si mente per ragioni politiche e di posizionamento, ma comunque si mente". 
 

Le parole di Alfano

 



 

La replica di Anna Finocchiaro