La legge sulle Unioni civili potrebbe essere approvata dal Senato venerdì 26 febbraio, con un emendamento del governo privo della contestata 'stepchild adoption', cioè la possibilità di adottare il figlio del partner anche nelle coppie omosessuali. La decisione è stata presa dal gruppo Pd al Senato. Matteo Renzi ha preannunciato il ricorso al voto di fiducia con la motivazione che una soluzione parlamentare richiederebbe troppo tempo, vista la mole di emendamenti presentati dalle opposizioni.
L'emendamento del governo sarà presentato con ogni probabilità domani in Aula al Senato per arrivare giovedì al voto di fiducia.   

 

Pd: "Su adozioni ddl ad hoc" - Al termine dell'assemblea del gruppo al Senato, il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini ha annunciato che comunque "ci sarà un'iniziativa dei parlamentari Pd per una rivisitazione della legge sulle adozioni".  

 

Minoranza Pd: errore consegnarsi a Ncd - "Renzi ha scelto di consegnarsi mani e piedi a Ncd ed è un errore. La decisione del presidente Grasso che ha giudicato inammissibili tutti i 'canguri' e la chiara presa di posizione del M5S sono lì a dimostrare che un'altra strada era percorribile: quella del Parlamento che avrebbe potuto portare all'approvazione del ddl, adozioni comprese" ha attaccato il senatore della minoranza Pd Miguel Gotor.

Lo scontro Pd- M5S - Il Pd ha provato a far passare il ddl con il sostegno del Movimento 5 stelle. I grillini hanno però annunciato che non avrebbero sostenuto il cosiddetto "canguro", un emendamento del Pd per far cadere alcune centinaia di emendamenti al testo dell'opposizione di centrodestra. La marcia indietro sulla stepchild adoption è la mediazione necessaria a recuperare il sostegno dell'Ncd di Angelino Alfano, partito che sostiene l'esecutivo ma contesta molti punti del provvedimento. Ci sono cose da ritoccare ma siamo su strada positiva, ha detto il ministro dell'Interno.

 

Per Di Maio (M5s) è il Pd che è diviso e non può scaricare le colpe sul M5s: "La legge è votabile in tre giorni, se Renzi e il Pd non vogliono farlo è perché hanno paura di perdere le poltrone".

 

"Meglio un pezzo oggi che tutto mai" - In mattinata, prima di incontrare i senatori del Pd, Renzi ha dichiarato che "Il tempo dei rinvii e delle prese in giro è finito, entro la fine di questa settimana vorrei chiudere la partita al Senato e andare di corsa alla Camera". E ancora: “È meglio un pezzo oggi che tutto mai”. Renzi ha anche attaccato i grillini: "Il Pd non può essere preso in giro. I 5 stelle di fronte ad una proposta seria si sono tirati indietro come con Letta, Bersani e con me sulla legge elettorale. Non possiamo andare avanti così. Errare è umano, perseverare è diabolico".