Cercare un'intesa di governo con Ncd e mettere la fiducia sul testo frutto dell'accordo. O puntare sui Cinque stelle e "sperare" che non si tirino anche questa volta indietro. La legge sulle unioni civili è a questo "bivio". Matteo Renzi all'assemblea del Pd non indica la via: saranno i senatori Dem, convocati martedì alle 20, a votare per decidere. Ma la scelta è tutt'altro che indolore, perché in gioco è la "stepchild adoption", l'adozione del figlio del partner: lo stralcio è il prezzo che Ncd chiede di pagare a un accordo di governo. Una richiesta non ammissibile per la minoranza Pd, che insorge: "La fiducia è un'arma impropria, no allo stralcio".

Usare “ogni strumento necessario” - I temi del discorso del premier siano tanti: l’appello all’Egitto (“Vogliamo verità su Regeni”), i due anni di governo, la battaglia con l'Europa (“Basta egoismi di qualche paese dominante”). Ma l’attesa è tutta per il passaggio sulle unioni civili. Il segretario del Pd mette sul tavolo una carta che aveva finora escluso: è disposto, annuncia, a siglare un accordo di governo con Ncd e mettere la fiducia ("Ogni strumento necessario") pur di fare una legge e non "frustrare la speranza come fecero i Dico". Si è arrivati a questo punto, spiega Renzi, perché il Pd le elezioni non le ha vinte e al Senato da solo "non ha i numeri". Sul tentato accordo col M5S dice: loro hanno fatto "dietrofront", perché vogliono far del "male al Pd" e hanno la "sindrome di Lucy, che con Charlie Brown si portava via il pallone all'ultimo". O si rischia ancora con M5S o si cerca l'intesa con Ncd: ai senatori Pd Renzi lascia la scelta.

Le reazioni - Ma in cambio gli alfaniani - lo dice il capogruppo Renato Schifani - chiedono innanzitutto di "stralciare la stepchild adoption". Perciò un pezzo di Pd subito insorge. "Sono contrario", dichiara dalla minoranza Roberto Speranza, mentre Federico Fornaro definisce la fiducia "una bomba atomica". Anche i Giovani Turchi, che sono nella maggioranza Pd, dicono no allo stralcio e cercano una mediazione con i CattoDem su una legge contro l'utero in affitto. E intanto protesta l'opposizione, da Fi a Sel, alla Lega. Tutti contro lo strumento della fiducia. "È aberrante", concorda dalla maggioranza Enrico Zanetti (Sc). Il M5S prova a rilanciare con un "appello" di Luigi Di Maio: "Sulle unioni noi ci siamo al 100%, il Pd la vuole votare?". Ma i Dem non si fidano: "Un giorno dicono sì, l'altro no - scuote la testa Ettore Rosato - Potevano votare il canguro...". “Il Pd vuole la legge”, assicura a Sky TG24 Debora Serracchiani.


“A chi minaccia 'o così o me ne vado', dico: 'Ciao'” - Dopo il suo intervento, Renzi ha incontrato le associazioni lgbt: gli hanno annunciato che, dopo la manifestazione di oggi a Milano, torneranno in piazza il 5 marzo “per festeggiare o incazzarsi”. Da qui a martedì in Senato e nel governo si tratterà. Ma il segretario avverte fin d'ora CattoDem e minoranza Pd: "A chi minaccia 'o così o me ne vado', dico quattro lettere: 'Ciao'".