Il ddl unioni civili alla prova dell'aula, con le votazioni che sono iniziate al Senato (qui il testo). Primo scoglio l'emendamento, sottoscritto tra gli altri anche da Quagliariello e Calderoli, che chiedeva in pratica il ritorno del testo in commissione. I firmatari avevano chiesto che si usasse il voto segreto, ma la richiesta è stata respinta da Pietro Grasso. Una decisione che ha portato anche a un vivace scambio di battute in aula tra il presidente del Senato e gli stessi Quagliariello e Calderoli. La richiesta è quindi stata respinta con 195 no, mentre a favore hanno votato 101 senatori, oltre a un astenuto. Numeri che tranquillizzano i sostenitori del ddl Cirinnà: hanno votato contro lo stop la totalità dei senatori del Pd e del M5S, oltre alla gran parte del gruppo Ala, incluso Denis Verdini.

Voto su emendamenti previsto per la prossima settimana - Il capogruppo del Pd Zanda ha quindi chiesto la convocazione della capigruppo per stabilire le prossime tappe. Giovedì mattina verranno illustrati gli emendamenti, ma visto che nel pomeriggio sono già previste interrogazioni e interpellanze, il primo voto sugli emendamenti è slittato a martedì prossimo e le votazioni proseguiranno per tutta la settimana, tranne mercoledì quando è prevista l'informativa del premier Matteo Renzi sul Consiglio europeo. Una decisione che trova d'accordo Pd e Lega Nord, che non hanno ancora trovato un'intesa sul possibile ritiro degli emendamenti.

Pd, tensione sulla libertà di coscienza - Nel Pd si è acceso anche lo scontro sulla libertà di coscienza. Il capogruppo al Senato Luigi Zanda ha detto che la "libertà di voto è necessaria per tre emendamenti che rappresentano tre grandi filoni di intervento". E al collega Stefano Lepri, che chiedeva libertà di voto su nove e non su tre proposte di modifica al ddl Cirinnà, ha risposto così: qui "stiamo prendendo una decisione politica, su un provvedimento preciso, in una situazione estrema. Il numero di tre emendamenti" sul quale ammettere la libertà di voto "non è chiuso, ripeto. Vediamoci, capiamo e studiamo. Se il tuo è un intervento per esporre una posizione, bene, se è per contarci lo si dica".

Resta sul tavolo il "super canguro" - Resta sul tavolo anche il cosiddetto “super canguro” (l’emendamento che dovrebbe tagliar via tantissimi emendamenti in un solo colpo), mentre il premier Matteo Renzi, nella consueta e-news settimanale, spinge sull'approvazione e a proposito del punto più annoso del provvedimento, le stepchild adoption, dice: "Decida il Parlamento". E definisce "giusta la battaglia contro l'utero in affitto".